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Boom e dintorni

Le rappresentazioni del miracolo economico nella cultura italiana degli anni Cinquanta e Sessanta

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Edited By Inge Lanslots, Lorella Martinelli, Fulvio Orsitto and Ugo Perolino

Cinquant’anni sono un segmento di tempo ragionevolmente collaudato per guardare indietro, nel tempo, senza il pericolo della nostalgia e senza il rischio di enfasi. Cinquant’anni ci separano dagli avvenimenti che gli autori di questo libro prendono in esame: il Sessantanove e poi, a ritroso, i fatti dell’anno precedente e quelli ancora prima, quando l’Italia si trova immersa dentro le trasformazioni della modernità. Nostalgia ed enfasi sono atteggiamenti nocivi allo sguardo dello studioso: la prima indulge verso un compiacimento emotivo che può finire nella retorica del come eravamo..., la seconda corre il pericolo di amplificare i dati, ingigantire gli esiti, falsificare la percezione. Entrambi i rischi si corrono quando si analizza un periodo felice e lo si mette soprattutto a confronto con un presente di minore spessore. Ma è un rischio da cui non sono stati toccati gli autori dei saggi radunati in questo volume. In nessuna pagina si avverte il sospetto del compiacimento e nemmeno l’ombra di una malinconica retrospettiva. Semmai è forte il tentativo di ricostruire un’epoca che ha i contorni del mito: ricostruirla settore per settore, dalla letteratura al cinema, dalla pubblicità alla comunicazione aziendale, dalla musica alla televisione, confermando una scelta di metodo che privilegia la dimensione politecnica del libro, il suo essere punto di convergenza di indagini sviluppate su forme e linguaggi diversi.

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Fortini e il boom: detonazioni da verificare (Mark Epstein)

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Fortini e il boom: detonazioni da verificare

Mark EPSTEIN

Fortini è una figura altamente rappresentativa dei nodi e delle contraddizioni del secondo Novecento italiano, uno scrittore che prima e relativamente più di altri ha riflettuto su temi quali il ruolo degli intellettuali,1 l’industria culturale, l’impatto del neocapitalismo e dell’industrializzazione sulla cultura soprattutto umanistica.2 Fortini collaborò al «Politecnico» con Elio Vittorini, e il primo saggio della raccolta Dieci inverni è significativamente dedicato a questa rivista, Che cosa è stato «Il Politecnico».3 Questa punto di partenza è molto importante per capire le origini e la prospettiva dalle quali Fortini guarderà ai fenomeni che ora raggruppiamo col nome di “boom” o “miracolo economico”. Uno dei problemi principali, ereditati dalla e sognati nella Resistenza, è la creazione di una cultura nuova in cui le classi subalterne abbiano un ruolo fondamentale; creazione che mette in primo piano i rapporti, e le conseguenti tensioni, tra politica e cultura (in questo caso soprattutto tra partiti di sinistra, il PCI in primis, e “intellettuali”). Nel resoconto fortiniano emerge chiara la speranza che gli intellettuali coinvolti nella rivista potessero concretizzare un nuovo tipo di rapporto tra politica e cultura, dove la stessa attività culturale si potesse trasformare in politica, e dove il gruppo come nucleo potesse dimostrare una coesione ← 139 | 140 → e forza d’impatto pratica.4 Questo ideale permarrà lungo tutto l’arco della produzione di Fortini, anche se a livello di rapporti personali (e se ne trovano tracce praticamente in tutte le raccolte di suoi...

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