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I «Synonyma» di Isidoro di Siviglia e lo «stilus isidorianus»

Interpretazione letteraria e studio dello stile con riferimento alle meditazioni di Pier Damiani, Giovanni di Fécamp e Anselmo d’Aosta

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Giuseppe Botturi

I Synonyma di Isidoro di Siviglia (ca. 562–636), un dialogo in due libri tra Homo e Ratio, godettero di vastissima fortuna dalla loro composizione fino almeno al XVI secolo. Il dialogo è infatti composto nel peculiare stilus isidorianus – una prosa ritmata e rimata – e offre una meditazione sulla sofferenza umana, sul peccato, e sulla buona condotta di vita. L’autore conduce un esame intertestuale e interdiscorsivo dell’opera, ricercando a livello linguistico e a livello tematico possibili testi di riferimento per la sua comprensione. Sono indagate tre tradizioni letterarie: i libri sapienziali della Bibbia, la patristica latina di Agostino, Gregorio Magno, Ambrogio e Girolamo, e lo stoicismo cristiano. Nell’ultima parte sono considerate invece alcune orazioni anonime di epoca carolingia (IX–X sec.) e alcune meditazioni dell’XI secolo (di Giovanni di Fécamp, Pier Damiani, Anselmo d’Aosta) alla ricerca di eredità isidoriane e differenze nella composizione letteraria delle preghiere.

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Premessa

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La presente dissertazione nasce dal desiderio di approfondire la conoscenza della letteratura latina, iniziata al tempo degli studi universitari compiuti presso l’Università degli Studi di Milano, e che mi hanno portato a incontrare con particolare attenzione l’età tardoantica e il pensiero di Agostino; le mie due tesi di bachelor e di master sono state infatti dedicate al prologo del De beata vita e al quarto libro del De doctrina christiana, sotto la guida della prof. I. Gualandri. A seguito di tali lavori, era mio interesse intraprendere uno studio dell’età medievale, così da poter proseguire il percorso avviato, inoltrandomi nei secoli della letteratura cristiana. Il nome di Isidoro mi era noto da un corso di Letteratura Latina della prof. Gualandri, nel quale era stato presentato come estrema propaggine del mondo antico. Per questa ragione ero attratto dalla sua figura, e avrei desiderato indagare un autore fondamentale proprio per la trasmissione della cultura antica al Medioevo.

A tale esigenza è venuta incontro la proposta della prof. C. Cardelle de Hartmann di prendere in considerazione i Synonyma, dei quali era stata pubblicata da un paio d’anni (2009) la moderna edizione critica, e sui quali restava tanto da ricercare. L’ipotesi di partenza era quella di studiare i precedenti letterari dell’opera, con la riserva che, se la ricerca non fosse approdata a un esito positivo, ci si sarebbe potuti concentrare sulla fortuna del testo. Il nostro studio è invece stato proficuo proprio rispetto all’ipotesi preferenziale, e ha condotto alle analisi esposte nell’introduzione e...

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