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Maîtres, précepteurs et pédagogues

Figures de l’enseignant dans la littérature italienne

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Edited By Stefano Lazzarin and Agnès Morini

L’ouvrage analyse les représentations littéraires de celui qui incarne l’autorité par sa maîtrise de la culture et du langage, l’enseignant, qui a une longue histoire dans la littérature italienne, depuis l’Atlant du Roland Furieux en passant par les pédagogues des comédies du XVIe s. et les précepteurs du XVIIIe s. (Parini, Il giorno), les maîtres d’école du roman du XIXe s., jusqu’aux fréquentes variations sur le thème dans la littérature du XXe s. Si le premier est un sage, aux facultés supérieures voire magiques, le précepteur de la comédie n’est qu’une caricature, comme le pédagogue vaniteux et pédant du XVIIIe s. Puis le maestro se transforme en figure du malheur : suspendu dans une position ambiguë, entre maître et serviteur, il suscite la suspicion des autres ; plein d’ambitions frustrées, il ne dispose que de sa culture et de son talent pédagogique pour tenter d’échapper à son rôle subalterne. Pour le XXe s., entre autorité reconnue ou contestée, les exemples retenus sont nombreux : G. Mosca, Ricordi di scuola ; L. Mastronardi, Il maestro di Vigevano ; N. Ginzburg, Lessico famigliare ; la lettre à Gennariello des Lettere luterane de Pasolini, etc.

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Epicità e antiepicità della figura dell’insegnante italiano (Cinzia Ruozzi)

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Cinzia Ruozzi

Liceo Artistico “G. Chierici” di Reggio Emilia

Epicità e antiepicità della figura dell’insegnante italiano

L’intento di questo intervento sarà quello di ricostruire attraverso la contestualizzazione storica, il richiamo alle fonti legislative e soprattutto i testi letterari, la dimensione reale e simbolica della figura dell’insegnante nella società italiana, considerando in particolare gli ultimi trent’anni. La riflessione nasce da una ricerca compiuta nell’ambito di un dottorato di ricerca all’Università di Ferrara successivamente confluita nel libro Raccontare la scuola. Testi, autori e forme del secondo Novecento1. Nei testi letterari considerati la figura dell’insegnante, che coincide generalmente con l’io narrante e occupa lo spazio del personaggio principale, è solo un aspetto di un lavoro di approfondimento più ampio nel quale si intendeva indagare, attraverso una ricognizione di opere e autori, come la letteratura ha percepito e descritto i cambiamenti epocali che hanno investito «il mondo in piccolo» della scuola. Lo scopo, inoltre, era di arrivare a puntualizzare le caratteristiche di un genere poco esplorato e relegato ai margini della critica letteraria. Infatti dagli esordi ottocenteschi a oggi il racconto di scuola nelle sue molteplici forme narrative si è venuto configurando come un oggetto letterario specifico che ha una sua tradizione, forme narrative, luoghi topici, aspetti stilistici e repertori di motivi propri.

Il racconto di scuola frequenta le aule scolastiche con assiduità e antica affezione, casomai ciò che appare singolare è il fatto che questo territorio, così densamente abitato, sia ancora privo di un saldo paradigma e dell’indicazione...

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