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MIMOS 2020

Jossi Wieler

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Edited By Paola Gilardi

Jossi Wieler ist einer der prägendsten Schauspiel- und Opernregisseure im deutschsprachigen Raum. Kreation im Dialog und tiefgründige Erkundungen eines Stoffs auf seine gesellschaftspolitische Relevanz für die Gegenwart zeichnen sein Schaffen aus. Mehrstimmig gibt der vorliegende Band Einblick in seine Arbeitsweisen, die wechselseitige Inspiration im Probenprozess und die Ethik seiner Ästhetik.

Jossi Wieler est l’un des metteurs en scène de théâtre et d’opéra les plus influents de l’espace germanophone. Son art repose sur la création en dialogue et sur une exploration des pièces et partitions à la recherche de leur pertinence pour le monde d’aujourd’hui. A plusieurs voix, cet ouvrage met en lumière sa démarche, l’inspiration mutuelle dans le processus de répétition, et l’éthique de son esthétique.

Jossi Wieler è uno dei registi teatrali e d’opera più apprezzati nel mondo germanofono. La creazione in dialogo e lo scavo nelle pièce e partiture al fine di estrapolarne la rilevanza per il presente caratterizzano il suo lavoro. A più voci, questo volume mette in luce il suo approccio, l’importanza dell’ispirazione reciproca nel processo creativo, e l’etica della sua estetica.

As one of the defining theatre and opera directors in the German-speaking world, Jossi Wieler has developed his signature style by creating ideas through dialogue and dissecting works for their socio-political relevance for present-day audiences. In this volume, a range of voices shed light on his working methods, the significance of reciprocal inspiration in the creative process and the ethics of his aesthetic.

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Ricominciare da capo

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MU: Come ricordi quei primi anni in cui avete realizzato numerose produzioni in rapida successione? Chi ha influenzato chi e in che modo?

AV: Per Jossi il periodo degli studi universitari a Tel Aviv e l’esperienza come assistente alla regia a Düsseldorf sono stati determinanti, mentre io sono stata influenzata soprattutto dalla mia collaborazione con Neuenfels e dalla formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. All’inizio c’erano parecchie cose da chiarire o discutere e, poiché per Jossi lo scambio d’idee era (ed è tuttora!) essenziale, abbiamo esercitato questa pratica in modo molto intenso. In seguito, dato che ci capivamo al volo e anticipavamo spesso le nostre reazioni, il ruolo degli altri membri dei nostri team di regia, sia per quanto riguarda gli aspetti drammaturgici che per quelli musicali, è divenuto sempre più essenziale.

Secondo me, la messinscena dell’Anfitrione2 che abbiamo realizzato a Bonn, dove le condizioni erano eccellenti e abbiamo avuto modo di collaborare con attori del calibro ←208 | 209→di Robert Hunger-Bühler e Michael Prelle, è stata una tappa importante per entrambi. Nella piccola sala della Werkstattbühne di Bonn Jossi portò in scena la pièce di Kleist con molta delicatezza e arguzia. Nel 1986 la produzione fu invitata agli Incontri teatrali di Berlino. Qui, tuttavia, a causa delle dimensioni molto maggiori della sala, l’intimità andò persa e ciò compromise la rappresentazione, che in molti giudicarono troppo delicata – benché proprio questa fosse la peculiarità di Jossi! Non so se fu grazie...

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