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Raccontare e Inventare

Storia, memoria e trasmissione storica della Resistenza armata in Italia

Cecilia Winterhalter

L’oggetto di questo saggio sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza armata in Italia è il racconto che viene «inventato» per narrare gli eventi passati o la memoria selettiva. Si tratta di uno studio su storia e memoria e sul modo in cui funzionano e sono trasmesse. Basandosi sull’analisi di fonti disparate come le riviste storiche divulgative, le immagini fotografiche e documenti alleati e tedeschi, esso osserva le discrepanze tra i fatti (storia) e la loro narrazione (memoria). Inoltre studia come sono narrati i fatti, come si ricorda e si dimentica, chi è il narratore (testimoni, seconda generazione, collettività) e come ciò influisce sul racconto tramandato. Il testo tenta di capire se c’è una ragione per la forma narrativa scelta e quale potrebbe essere. Prendendo spunto dal funzionamento psicologico della memoria individuale, esso osserva la memoria collettiva e come, nel dopoguerra, l’Italia narrandosi «sceglie» o «inventa» una memoria che le dia una nuova identità.

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3. L’immagine del partigiano nelle fotografie

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Se la storia è il racconto di chi ha visto1, soprattutto in questa epoca così centrata sugli stimoli visivi, il rapporto fra ciò che si vede e ciò che si tramanda deve essere strettissimo. Il presente capitolo studia i documenti del periodo successivo alla Resistenza, e cioè le fotografie di partigiani scattate da loro stessi o da altri fotografi. Appare subito evidente, che le fotografie usano, come osservato nel capitolo sulle riviste, un numero finito di formule stereotipe per il racconto, che riducono l’informazione a categorie semplici. Queste forme sono state chiamate “tipologie”2, un termine usato dalla storia dell’arte nello studio dei quadri, per la descrizione e la classificazione di diversi tipi di categorie d’immagini, è qui preso in prestito a causa del modo molto simile con il quale le foto- grafie, tramite l’immagine, comunicano. Per studiare come le formule agiscono sulla comunicazione di immagini, si usa l’analisi iconografica3, che studia le foto come documenti e mostra come le immagini influenzano il racconto, e quella iconologica4, che ne studia il significato ed è il mezzo per giungere al loro contenuto5. La forma del racconto dipende dalle tipologie, dai bisogni, da abitudini e consuetudini del narratore ed infatti gruppi diversi (tedeschi, partigiani, alleati) usano combinazioni di forme differenti, per costruire un proprio racconto. Si rammenta ancora che il presente capitolo non vuole ricostruire i fatti avvenuti, ma si limita ad osservare l’effetto delle immagini, delle 1 J. Le Goff, Storia in Enciclopedia Einaudi, vol. XV, Einaudi, Torino 1982, p. 628. 2 Il Grande...

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