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«Metodologia Paretiana»

Tomo II: Stati psichici e costanti dell’azione

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Mino B. C. Garzia

Questo è il secondo tomo di una trilogia: I. Differenziazione, non linearità, equilibrio (già pubblicato); II. Stati psichici e costanti dell’azione; III. Stati psichici e variabili dell’azione (che seguirà a breve). In questo secondo tomo si procede all’applicazione della teoria dei residui, alla ricerca delle costanti dell’azione. Si parte sempre dal testo paretiano, con l’aggiunta di altri classici della sociologia ed estendendone esempi ed osservazioni tratti dalla contemporaneità. Uno sguardo da vicino, dunque. Stampa quotidiana, periodica e libri sono stati fonti inesauribili per l’individuazione di residui e (nel III tomo) di derivazioni. Il risultato è che dalle migliaia di esempi selezionati Ne sono stati estratti circa trecentocinquanta, divenuti parte integrante di questo volume. Ognuno potrà sostituire un qualsiasi Esempio con un altro di apparente segno opposto, non muta il risultato: La potenza delle pulsioni (residui) è tale da «portare opposte dottrine allo stesso punto»; poiché, in realtà, non le azioni o i fatti concreti sono stati classificati e discussi, ma i loro elementi (sentimenti o stati psichici), i quali permettono
di delineare la parte centrale di una teoria sociologica della mente.

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[Classe III Bisogno di manifestare con atti esterni i sentimenti] 269

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[Classe III Bisogno di manifestare con atti esterni i sentimenti] Importante è non solo il ‘bisogno del simbolo’, ma soprattutto il bi- sogno di ‘fare qualche cosa’, di agire, di ‘muovere le membra’, di fissare la propria attenzione su qualcosa di concreto, talvolta di e- vadere da una astrazione passiva (Trattato, § 1090). Azioni e simboli. Le scienze sociali vertono su sistemi ‘socioculturali’ e della personalità, per dirla con il titolo di una delle opere capitali di P. Sorokin.1 I gruppi umani, a partire da quelli più piccoli, relativi alle amicizie personali e alla famiglia, per giungere a quelli più ampi, come le nazioni e le civiltà, non sono soltanto un prodotto delle ‘forze’ socia- li che si trovano, almeno in forma primitiva, negli organismi subuma- ni: essi costituiscono parte di un universo creato dall’uomo e indicato con il termine cultura. Le scienze naturali hanno a che fare con entità fisiche nel tempo e nello spazio: particelle, atomi, molecole, sistemi biologici a vari livelli di sviluppo. Le scienze sociali hanno invece a che fare con esseri umani situati in un universo culturale da loro stessi creato. L’universo culturale è sostanzialmente un universo simbolico, l’uomo è circondato da un universo di simboli e le relazioni sociali so- no possibili attraverso atti simbolici. A partire dal linguaggio, che co- stituisce il requisito primo della cultura, per arrivare alle correlazioni simboliche e a tutto quanto ne segue (stato sociale, leggi, scienza, tec- nologia, arte, morale, religione e altre innumerevoli cose), il compor- tamento umano, anche per gli...

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