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Goethe e la trasmigrazione delle anime

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Gloria Colombo

Il presente studio mette in luce l’insistenza con cui il tema della trasmigrazione delle anime ricorre nell’opera di Goethe e, più in generale, nei testi da lui letti e nel clima culturale da lui respirato. La monografia si apre con la presentazione delle fonti d’ispirazione del poeta, ossia con l’analisi di alcuni scritti neoplatonici, ermetici, cabalistici e induisti, e con la dimostrazione che nel secondo Settecento il tema in questione era tutt’altro che una rarità negli ambienti intellettuali tedeschi. Il secondo capitolo spiega le diverse forme assunte dalla dottrina della trasmigrazione delle anime nelle lettere e nelle conversazioni goethiane, il terzo nelle opere composte fra il 1773 e il 1827, il quarto è interamente dedicato ai Wanderjahre e il quinto al Faust. Fondendo le più antiche tradizioni con le scoperte scientifiche della sua epoca, Goethe arriva a indicare, come possibili ricettacoli dell’anima, tanto corpi di natura umana quanto corpi di natura vegetale, animale e celeste. E a dar vita, mediante la figura faustiana di Elena, ad alcuni dei versi più complessi che siano mai stati scritti sul concetto di viaggio cosmico dell’anima.

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II. La trasmigrazione delle anime nelle letteree nelle conversazioni di Goethe 69

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69 II. La trasmigrazione delle anime nelle lettere e nelle conversazioni di Goethe Ich würde mich so wenig wundern, daß ich es sogar meinen Ansichten völlig gemäß finden müßte, wenn ich eins diesem Wieland als einer Weltmonade, als einem Stern erster Größe nach Jahrtausenden wieder begegnete und sähe. Goethe, Gespräch mit Falk, 25. Januar 1813 1. Gli anni Settanta I primi riferimenti di Goethe alla dottrina della trasmigrazione delle anime risalgono al periodo di praticantato trascorso a Wetzlar (1772), presso la corte imperiale di giustizia. Ciò significa che l’influenza eser- citata dagli studi neoplatonici ed ermetici condotti a Francoforte e a Strasburgo non tardò a farsi sentire. A Wetzlar il poeta fece la conoscenza del segretario di legazione Johann Christian Kestner e della sua fidanzata Charlotte Sophie Henriette Buff. Come testimonia una pagina di diario di Kestner, il 10 settembre 1772 i tre intavolarono una conversazione sul destino dell’anima dopo la morte, valutando la possibilità di un suo ritorno sulla terra dopo l’abbandono del corpo fisico. Nel diario di Kestner si legge infatti: “Abends kam Dr. Goethe nach dem Teutschen Hause; Er, Lottchen und ich hatten ein merkwürdiges Gespräch, von dem Zustande nach diesem Leben; vom Weggehen und Wiederkommen”1. Nel terzo 1 Goethe era molto avvilito, perché sapeva che l’indomani avrebbe lasciato gli amici: “Goethe wurde ganz niedergeschlagen, denn er wußte, daß er andern Mor- gens wegreisen wollte” (Eduard Berend [a cura di], Goethe, Kestner und Lotte: Briefwechsel und Äusserungen,...

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