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Cristo primizia dei morti e la risurrezione dei credenti

Studio su 1Cor 15

Gaetano Di Palma

Nel libro si commenta il capitolo 15 della Prima Lettera ai Corinzi. I greci ammettevano una risurrezione corporea a condizione che si trattasse di un uomo caro agli dei e con il corpo ancora incorrotto. Si spiega, pertanto, la difficoltà di alcuni tra i corinzi: essi accettavano la risurrezione di Cristo, ma non quella dei credenti alla fine dei tempi. Seguendo l’argomentazione che si sviluppa con gradualità nel capitolo 15 di 1Cor, nel saggio si cerca di far emergere con chiarezza la risposta di Paolo, il quale dimostra di non essere ignaro della cultura del proprio tempo e di servirsene per spiegare il «mistero», secondo cui non tutti i cristiani moriranno, ma tutti dovranno essere trasformati. Al termine del libro, infine, sono ripercorsi i primi secoli dell’era cristiana trattando alcuni autori che si sono dedicati a tale tema e, in particolare, hanno citato questo testo paolino.
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Capitolo terzo: Il problema dei corinzi

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Il capitolo precedente ha posto in risalto la complessità dei versetti 1–11, nei quali l’apostolo ha voluto, insieme ad altre cose, rammentare ai corinzi che tra il Vangelo che egli ha annunciato loro, quello annunciato dagli altri apostoli e il contenuto della loro fede non esiste contraddizione. Infatti, tutti sono concordi nell’annunciare e nel credere che Cristo “è risorto dai morti”. Non è, a quanto sembra, la risurrezione di Gesù a essere messa in discussione da questi “alcuni” tra i cristiani di Corinto, bensì la risurrezione dei credenti una volta defunti. È quanto in 1Cor 15,12, versetto che può essere ritenuto a ragione una propositio, viene specificato: «Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni di voi che non vi è risurrezione dei morti?»134.

Le interpretazioni circa la teoria di tali “alcuni” che sostenevano la tesi indicata nel v. 12 sono disparate; poiché gli studi in proposito sono molti e propongono ipotesi diverse e – in taluni casi – perfino fuorvianti, preferiamo rimandare alla discussione che le varie ricerche specifiche sull’argomento hanno già compiuto135. Da parte nostra, siamo ← 65 | 66 → d’accordo con chi sostiene che Paolo ha compreso bene la posizione di questi “alcuni”: essi ritenevano che non c’è risurrezione dai morti per i fedeli, considerando “unica”, di conseguenza, quella di Cristo. L’apostolo, quindi, nel complesso ragionamento che segue, intende dimostrare che esiste una connessione strettissima tra la risurrezione di Cristo e quella dei credenti, le quali simul stant, simul cadunt136.

Se abbiamo ritenuto...

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