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Cristo primizia dei morti e la risurrezione dei credenti

Studio su 1Cor 15

Gaetano Di Palma

Nel libro si commenta il capitolo 15 della Prima Lettera ai Corinzi. I greci ammettevano una risurrezione corporea a condizione che si trattasse di un uomo caro agli dei e con il corpo ancora incorrotto. Si spiega, pertanto, la difficoltà di alcuni tra i corinzi: essi accettavano la risurrezione di Cristo, ma non quella dei credenti alla fine dei tempi. Seguendo l’argomentazione che si sviluppa con gradualità nel capitolo 15 di 1Cor, nel saggio si cerca di far emergere con chiarezza la risposta di Paolo, il quale dimostra di non essere ignaro della cultura del proprio tempo e di servirsene per spiegare il «mistero», secondo cui non tutti i cristiani moriranno, ma tutti dovranno essere trasformati. Al termine del libro, infine, sono ripercorsi i primi secoli dell’era cristiana trattando alcuni autori che si sono dedicati a tale tema e, in particolare, hanno citato questo testo paolino.
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Conclusione

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Questa nostra indagine, iniziata perché stimolati dal desiderio di approfondire un aspetto importante che riguarda l’escatologia di Paolo di Tarso, giunge al termine. È il momento di trarre alcune conclusioni. Abbiamo parlato della risurrezione, considerabile in senso proprio il contenuto portante dell’escatologia, cercando di esaminare tutti i problemi posti da 1Cor 15 e discutendoli con profondità. Siamo stati consapevoli fin dall’inizio della difficoltà dell’argomento e dell’ampiezza della bibliografia, impossibile da prendere in considerazione integralmente. Abbiamo, tuttavia, concentrato i nostri sforzi, fornendo le indicazioni e i risultati più solidi della ricerca accolti con senso critico e constatato una sostanziale fedeltà al dato biblico nell’elaborazione teologica dei primi secoli. Non ci siamo spinti oltre il quinto secolo per non travalicare i limiti che ci siamo imposti, tuttavia in queste pagine conclusive indichiamo solo due esempi del dibattito attuale, i quali cercano di riprendere la categoria paolina di “trasformazione”.

Un esempio attuale del dibattito sulla risurrezione dei morti è la revisione della teoria del filosofo della religione, l’inglese John H. Hick600, da parte di Eric Steinhart, del Dipartimento di Filosofia della William Paterson University, negli Stati Uniti.

Quest’ultimo parte dall’argomento sollevato contro la risurrezione dei corpi secondo il quale questa, poiché viola le leggi naturali, ← 269 | 270 → non è fisicamente possibile601. Invece sarebbe proprio la teoria della replicazione di Hick – opportunamente rivisitata – a offrire la via d’uscita a quest’impasse. Tale teoria prevede che ogni corpo mortale abbia un suo corrispettivo, una replica, in un altro universo che è detto appunto “universo della risurrezione...

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