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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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15. Età vittoriana: Dickens e altri autori

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15.Età vittoriana: Dickens e altri autori

I promessi sposi nell’originale furono letti da autori importanti dell’età vittoriana, come Dickens, Samuel Rogers, Elizabeth Barrett (Browning) e Macaulay. Nel caso di Dickens e di Macaulay, la lettura del romanzo avvenne in occasione di un viaggio in Italia.

Dickens ricorda I promessi sposi nella lettera datata Albaro (Genova), 1° settembre 1844206, indirizzata all’anziano Samuel Rogers (Londra, 1763-1855), letterato e mecenate. La lettera, segnalata da Dionisotti207, è stata collocata da Vescovi208 nel contesto dei rapporti di Dickens con l’Italia e con il cattolicesimo.

A Genova lo scrittore prende lezioni di italiano e il suo insegnante è «a little, patient, revolutionary officer», che è stato esule in Inghilterra per molti anni209. Le lezioni consistono nella lettura e traduzione dei Promessi sposi (non è specificato quale delle due edizioni). Dickens accenna alle scene dei primi cinque capitoli del romanzo: il colloquio tra Renzo e don Abbondio; quello tra Renzo, Lucia e Agnese e il ricorso all’avvocato Azzeccagarbugli; la storia di padre Cristoforo e la sua visita a don Rodrigo. Lo scrittore inglese considera il romanzo «clever» e «charming».

Vescovi ipotizza che I promessi sposi abbiano influito su un temporaneo avvicinamento di Dickens alla Chiesa cattolica. Ciò contrasta con il giudizio complessivamente negativo sul cattolicesimo, e in generale sulla società italiana, espresso nel suo originale travel book, Pictures from Italy (1846). Questa contraddizione, e l’interesse per Manzoni, si possono spiegare, secondo Vescovi, col fatto che la vicenda e i perso ← 115 | 116 → naggi...

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