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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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17. Età vittoriana: Elizabeth Gaskell

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17.Età vittoriana: Elizabeth Gaskell

Elizabeth Gaskell (1810-65), autrice di romanzi e racconti ambientati nella provincia inglese o nel nuovo mondo industriale, fa riferimento ai Promessi sposi in una delle sue ultime opere: il racconto lungo o novella Cousin Phillis, pubblicato in quattro puntate sul «Cornhill Magazine» tra il 1863 e il 1864, e in volume nel 1865. Il racconto è un Bildungsroman drammatico che ha come protagonista una ragazza, Phillis Holman, e come narratore suo cugino Paul Manning. L’opera manzoniana, anche se appare solo di sfuggita, ha un ruolo determinante: è il testo usato da Phillis per l’apprendimento dell’italiano e le viene consigliato proprio dal suo ‘seduttore’, il giovane ingegnere Holdsworth, al posto dell’Inferno di Dante, che in precedenza Phillis aveva tentato di leggere.

Come ha mostrato Thwaite222, l’autrice conosceva la lingua italiana, che aveva appreso negli anni del collegio; si può quindi ipotizzare che, come la sua eroina, la Gaskell avesse letto sia Dante sia Manzoni. Manca però una documentazione precisa delle sue letture italiane: nella corrispondenza cita più volte Dante, ma non fa mai riferimento a Manzoni.

In Cousin Phillis I promessi sposi compaiono in posizione centrale, alla fine della seconda parte223. Holdsworth annuncia a Paul che farà leggere a Phillis il romanzo di Manzoni, che considera più adatto, per un principiante, rispetto alla Divina Commedia. Paul obietta che il padre di Phillis, un pastore evangelico, non gradirebbe che la figlia leggesse un romanzo. Ma Holdsworth afferma che si tratta di un romanzo inoffensivo...

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