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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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19. Movimento di Oxford: Newman

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19.Movimento di Oxford: Newman

John Henry Newman (Londra, 1801-Edgbaston, Birmingham, 1890), religioso anglicano, fu una figura di riferimento del movimento di Oxford; nel 1845 si convertì al cattolicesimo e nel 1879 fu ordinato cardinale da papa Leone XIII. Dotato di una vasta cultura anche letteraria, Newman leggeva I promessi sposi e ne ammirava l’autore. Ma non poté mai incontrarlo personalmente: quando venne in Italia nel 1846 e passò da Milano, Manzoni era fuori città.

Si trovano riferimenti ai Promessi sposi in tre lettere di Newman (del 6 ottobre 1837, del 15 settembre 1839 e del 26 gennaio 1847) e in un punto del romanzo autobiografico Loss and Gain. The Story of a Convert (1848). Inoltre il religioso inglese scrisse una lettera a Manzoni, in italiano, datata 12 aprile 1860. I rapporti tra Newman e Manzoni sono stati discussi da Raimondi e da Sylva; la lettera del 1860 è stata pubblicata da Lindon235.

La lettura del romanzo (verosimilmente in lingua originale) fu consigliata a Newman dalla sorella Jemina, moglie dell’editore John Mozley. In una lettera datata Hursley, 6 ottobre 1837, indirizzata a lei, Newman confronta I promessi sposi con i romanzi di Scott: a suo parere, l’opera manzoniana non è altrettanto vivace dal punto di vista narrativo, ma ha una maggiore profondità di ispirazione religiosa.

PS. I have lately been reading a novel you spoke of, I Promessi Sposi, and am quite delighted with it. It has not the vigour or richness of Walter Scott,...

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