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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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1. Le recensioni 1830-1890

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1.Le recensioni 1830-1890

Le più importanti recensioni delle opere manzoniane negli Stati Uniti si concentrano negli anni 1833-35 e 1840-41 e sono state discusse da Neri, da Garofalo e da Low293. In questa sede si riprendono queste recensioni e se ne segnalano altre, individuate sul sito di The Making of America (MoA) Collection294.

Come in Gran Bretagna, anche negli Stati Uniti le testate che recensivano le opere manzoniane potevano essere: riviste prestigiose, costituite interamente da recensioni (per esempio, la «North American Review» e l’«American Quarterly Review»); miscellanee, composte in parte da recensioni, in parte da letteratura originale in versi e prosa (come l’«American Monthly Magazine» e il «Southern Literary Messenger»); riviste di intrattenimento, come il «Godey’s Lady’s Book», o di informazione; riviste religiose, come il «Christian Examiner», legato alla Chiesa unitaria295, e più avanti quelle cattoliche, prodotte dalle comunità di immigrati irlandesi. A differenza di quanto avveniva in Inghilterra, la maggioranza delle riviste culturali americane non aveva un orientamento ‘militante’ ed evitava la controversia su questioni politiche e religiose296. ← 163 | 164 →

Il primo articolo americano su Manzoni, segnalato da Angelini297, fu pubblicato sul «Select Journal of Foreign Periodical Literature» (ottobre 1833). I direttori del periodico, Andrews Norton (1786-1853) e Charles Folsom (1794-1872), erano pastori della Chiesa unitaria di Boston; entrambi avevano studiato ad Harvard College, dove Norton aveva insegnato letteratura sacra, Folsom insegnava l’italiano. L’articolo è una traduzione di quello di Karl Witte, che comparve anche in Inghilterra, nello stesso mese, sulla «Foreign...

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