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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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4. Libri sull’Italia

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4.Libri sull’Italia

Nei siti del progetto The Making of America, sono stati individuati quattro travel books americani che fanno riferimento a Manzoni. Soltanto uno però dedica all’autore italiano una trattazione abbastanza estesa: The Genius of Italy (1849) di Robert Turnbull. Invece negli altri testi: Europa (1856) di Daniel Eddy, Notes on Travel and Study in Italy (1857) di Charles Eliot Norton, e Italy and the Italians (1898) di George Taylor325, vi sono soltanto citazioni e cenni di passaggio. Si può notare inoltre che ben tre di questi viaggiatori erano pastori battisti, e tutti i volumi dedicano una particolare attenzione al contesto religioso italiano.

Robert Turnbull (1809-77), di origine scozzese, nel cap. V di The Genius of Italy presenta i letterati italiani degli ultimi decenni, tra cui Manzoni (pp. 65-72). Le poche notizie su vita e opere sono errate o generiche. Sono riportate in traduzione alcune strofe del coro del Carmagnola: cinque strofe consecutive (vv. 57-96) e quella finale. Questa lirica è particolarmente apprezzata perché rappresenta l’orrore della battaglia e condanna le guerre, che hanno avuto conseguenze disastrose nella storia italiana, cancellando ogni libertà civile (e anche religiosa: l’autore osserva, in generale, l’intolleranza verso i protestanti). Inoltre è proposto, sempre in traduzione, Il Cinque Maggio. Le traduzioni delle due liriche sono le stesse dell’antologia Poets and Poetry of Europe.

Manzoni è visto come un patriota che denuncia la mancanza di libertà nel proprio paese anche da Daniel Eddy (Salem, Massachussetts, 1823-96), che lo definisce «an Italian patriot, weeping...

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