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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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8. Giudizi critici: Margaret Fuller

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8.Giudizi critici: Margaret Fuller

Margaret Fuller (Cambridge, Massachussetts, 1810-New York, 1850), scrittrice e giornalista360, incontrò Manzoni a Milano e lo descrisse in una lettera a Emerson del 10 agosto 1847. Da tempo leggeva le opere manzoniane: aveva espresso entusiasmo per I promessi sposi in una lettera a James Clarke datata Groton, 1° febbraio 1835, e aveva citato le tragedie nel saggio Woman in the Nineteenth Century (1845).

L’interesse della giornalista americana per le tragedie e poesie di Manzoni è testimoniato anche da Emerson, nelle Memoirs of Margaret Fuller Ossoli (1852). Inoltre, la Fuller aveva espresso il suo punto di vista su Manzoni e sui Promessi sposi in due articoli pubblicati sul «New York Daily Tribune» nel 1847: questi testi fanno parte della sua corrispondenza dall’Europa come inviata del giornale. Il ritratto di Manzoni nella lettera a Emerson è stato tradotto da Prezzolini361; le altre testimonianze sono invece segnalazioni originali362.

In una lunga lettera al coetaneo Clarke (1810-88), pastore della Chiesa unitaria, la venticinquenne Margaret Fuller descrive le sue letture di quel periodo. È entusiasta dei Promessi sposi, che ha letto nella traduzione Lucia, the Betrothed (1834): apprezza in particolare la figura nobile ed ← 189 | 190 → eroica del cardinal Federigo, per esempio nella scena in cui rimprovera don Abbondio363.

Have I ever asked you whether you have read Manzoni’s Lucia and which of the two priests do you prefer. Surely never did writer invest the clerical character with such grace and dignity. Borromeo is my favourite...

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