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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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5. Antologie italiane

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5.Antologie italiane

La conoscenza delle opere di Manzoni si diffuse anche attraverso l’insegnamento dell’italiano, che avveniva nelle scuole o nei collegi, nelle università o in forma privata. In particolare I promessi sposi, massimo esempio di prosa moderna, fin dagli anni ’30 erano il testo utilizzato da tutti gli studenti, a partire dai principianti. Fino al 1860, gli insegnanti erano solitamente esuli politici italiani, fuggiti in Inghilterra dopo il fallimento delle rivoluzioni del 1820-21, degli anni ’30 e del 1848: per molti di loro l’insegnamento della propria lingua era il principale mezzo di sussistenza nella nuova patria79.

Era legata all’insegnamento la pubblicazione di antologie di letteratura italiana. Le antologie di prosa di Antonio Panizzi (1828), Decio Ziliani (1837) e Antonio Biaggi (1859)80 propongono brani della Ventisettana; quella di G. Cannizzaro (1847)81, brani della Quarantana. Manzoni è invece presente come poeta nelle sillogi di S. M. Imperatori (1829, 1832), Carlo Beolchi (1833, 1839), Giacomo Lacaita (1855), Carlo Arrivabene (1855) e Louisa Merivale (1865)82. A questi testi si può aggiun ← 53 | 54 → gere Oltremonte ed oltremare: canti di un pellegrino (1844) di Luigi Mariotti83 (pseudonimo di Antonio Gallenga), che presenta in appendice due brani dell’Adelchi, in traduzione con testo italiano a fronte. Panizzi, Beolchi, Gallenga, Lacaita e Arrivabene sono personaggi noti nella storia dell’emigrazione politica italiana; degli altri invece non si sa quasi nulla.

L’antologia di Panizzi è stata segnalata e discussa da Dionisotti e da Spaggiari; quella di Biaggi, da Phillips; quelle di Imperatori, Beolchi...

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