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Traduttologia e semiotica generativa

Per un nuovo approccio interdisciplinare

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Rovena Troqe

Partendo dai temi cari e mai completamente risolti della traduttologia, che si potrebbero esemplificare nell’affermazione per cui la pratica traduttiva è da sempre alla ricerca di una teoria che la spieghi, la modelli e le dia un fondamento scientifico, questo lavoro ha l’ambizione di fornire, adottando l’approccio semiotico della scuola di Parigi, una nuova sistematizzazione della traduzione in quanto concetto, pratica e testo. Le relazioni identitarie e veridittive, articolate nel quadrato semiotico, determinano le condizioni ontologiche della traduzione; la schematizzazione narrativa modellizza la pratica traduttiva ed esplicita le competenze del traduttore, gli aspetti manipolativi e le condizioni aletiche ed etiche insiti nella traduzione. L’analisi si sposta poi su terreni più empirici e la proposta teorica si misura con il testo tradotto; su quest'ultimo si identificano i rapporti identità-alterità, la dimensione assiologica e la prensione timica del traduttore. La prospettiva generativa permette di situarsi in una dimensione epistemica e metodologica più ampia, che al contempo impone una riflessione sulle condizioni di felicità specifiche della traduttologia.
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I. Traduttologia, una disciplina sui generis

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Questo capitolo presenta una sintesi delle problematiche che hanno costituito i centri di interesse della traduttologia. Il modo in cui i teorici della traduzione hanno affrontato la questione delle strategie traduttive e delle tipologie testuali, le nozioni di fedeltà ed equivalenza, di traducibilità e intraducibilità, evidenzia alcune peculiarità di natura epistemica e metodologica.

Difatti, volendo fare una cernita delle tematiche he hanno motivato le primissime riflessioni e le successive teorie traduttologiche, ritroveremo puntualmente alcuni concetti, definiti memi della traduzione da Andrew Chesterman (1997), che si ripresentano per binomi e con una evidente ciclicità. Ciclica è la presenza, nel corso dei decenni, di alcune problematiche che si reiterano con minime variazioni nella parabola del progresso teorico. Il termine binomio si riferisce a un’impostazione teorica che si articola secondo modalità binarie e polarizzazioni come nelle coppie oppositive libertà e fedeltà, senso e parola, scorrevolezza e letterarietà, ricreazione e riproduzione, addomesticamento e straniamento, visibilità e invisibilità, annessione e decentramento, originale e copia, alterità e identità, unità e pluralità, autore e traduttore.

La trattazione di alcuni capisaldi della traduttologia in questo capitolo non vuole essere esaustiva ma trasversale: i rinvii agli autori e ad alcuni “mantra traduttologici” permetteranno di organizzare la materia secondo una prospettiva metateorica. Ci chiederemo quali sono state le principali preoccupazioni di una disciplina che è dapprima nata come pratica e soltanto successivamente ha raggiunto un livello di formalizzazione come teoria. Dimostreremo la ciclicità e il dualismo di alcuni concetti che costituiscono il nocciolo duro della disciplina e affronteremo...

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