Show Less
Restricted access

Entre archéologie et histoire : dialogues sur divers peuples de l’Italie préromaine

E pluribus unum?

Series:

Edited By Michel Aberson, Maria Cristina Biella, Massimiliano Di Fazio and Manuela Wullschleger

Le projet « E pluribus unum » ? L’Italie, de la diversité préromaine à l’unité augustéenne entend faire le tour des populations antiques de l’Italie centrale, illustrant de quelle manière celles-ci ont contribué à forger l’« identité inachevée » de l’Italie romaine. Chaque volume est le résultat d’une rencontre scientifique dédiée à une période précise et aux problématiques qui lui sont propres.
Le premier volume, consacré aux périodes qui ont précédé la conquête romaine, met ainsi en scène Sabins, Ombriens, Picéniens, Samnites, Campaniens, Lucaniens, Volsques, Falisques, Capénates et Latins au travers des thématiques suivantes : l’émergence des divers ethnè dans les sources écrites, les spécificités culturelles perceptibles pour chacun d’entre eux par le biais de l’archéologie, les liens entre ethnos et territoire et les relations avec les ethnè voisins.
Dans chaque cas, une démarche transdisciplinaire a été confiée à un binôme de chercheurs, l’une de formation plutôt archéologique, l’autre plus historique. L’ensemble de l’équipe, relevant de traditions académiques différentes, a ainsi cherché à vérifier dans quelle mesure ces « feux croisés » aboutissaient à des conclusions analogues ou mettaient au contraire en évidence une série d’images contrastées.
Il progetto «E pluribus unum»? L’Italia dalla diversità preromana all’unità augustea intende fornire in tre volumi un quadro sulle popolazioni dell’Italia centrale antica e sul loro contributo alla formazione dell’«identità incompiuta» della Penisola Italiana in età romana. Ogni volume è frutto di un incontro di studi dedicato ad un preciso periodo di tempo e alle sue problematiche.
Il primo volume, incentrato sulla fase precedente alla conquista romana della penisola, prende in considerazione una selezione di popoli: Sabini, Umbri, Piceni, Sanniti, Campani, Lucani, Volsci, Falisci, Capenati e Latini. Per ciascuno di essi vengono affrontate nel dettaglio le seguenti tematiche: l’emergere dell’ ethnos nelle fonti storiche e la possibilità di riconoscere una specificità culturale nelle fonti archeologiche, il legame dell’ ethnos con il territorio e i rapporti con le realtà confinanti.
L’analisi, affidata a una coppia di studiosi, uno di formazione più archeologica ed uno più storico, espressioni di diverse tradizioni accademiche europee, ha lo scopo di verificare se questo «fuoco incrociato» porta a conclusioni analoghe o finisce per mettere in risalto una diversa immagine a seconda della prospettiva adottata.
The project «E pluribus unum»? Italy from the pre-Roman fragmentation to the Augustan unity aims to give (thanks to a set of three volumes) a picture of the peoples of ancient pre-Roman central Italy and of the contribution made by them to the formation of the «unaccomplished identity» of the Italian peninsula during the late-Republic and Empire. Each book is the outcome of a conference, dedicated to a specific chronological period and to its problems.
The first volume, centred on the phase preceding the Roman conquest of the peninsula, takes into consideration a selection of peoples: Sabini, Umbri, Piceni, Samnites, Campani, Lucani, Volsci, Falisci, Capenates and Latini. For each of them the following themes are tackled in detail: the emergence of the ethnos in ancient written sources and the possibility of recognizing a cultural specificity in the archaeological record, the link between the ethnos and the territory, and the relationship with the neighbouring ethne.
The peoples are analysed individually each by a couple of scholars, highlighting
Show Summary Details
Restricted access

Conclusioni: Mario Torelli

Extract

MARIO TORELLI

Conclusioni

Tentare una sintesi della serrata sequenza di presentazioni come quella cui abbiamo assistito in questi giorni è a dir poco temerario, non fosse altro che per l’enorme estensione nello spazio e nel tempo della vicenda al centro dei nostri interessi, una vicenda che possiamo ricapitolare nella questione etnica dell’Italia antica, o, se si preferisce, nella definizione del ruolo e della portata storica dell’ethnos nella longue durée della storia dell’Italia antica. Senza nemmeno provare a ricordare partitamente tutti gli interventi, dato il loro numero e il loro spessore, cercherò comunque di tracciare un quadro d’assieme da intendersi come trama ora visibile, ora nascosta, dell’etnografia e della storia dei popoli italici: l’ambizioso obiettivo è quello di collegare gli aspetti salienti dei vari rapporti, tutti degni di particolare interesse, caratterizzati da segnalata acribia e soprattutto dallo sforzo di mettere in risalto fenomeni comuni alla vicenda storica dei popoli italici, spesso non visibili ictu oculi all’osservatore esterno. Ma la mia funzione in questo senso ha un limite. Come molti di voi sanno, mi sono sempre dichiarato un «medico generico», e non un vero specialista e forse potrò cadere nel facile peccato delle generalizzazioni, un peccato che si annida nell’idea stessa di voler trarre conclusioni da realtà lontane nello spazio e su fatti di troppo lungo periodo. Dico questo senza voler in alcun modo mettere le mani avanti con una sorta di excusatio non petita. VI debbo tuttavia confessare che l’occasione mi è sembrata propizia per cercare collegamenti nascosti fra...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.