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La Bisanzio dei Lumi

L’Impero bizantino nella cultura francese e italiana da Luigi XIV alla Rivoluzione

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Elisa Bianco

«Un tissu de révoltes, de séditions et de perfidies». È forse questa l’immagine dell’Impero bizantino che, uscita dalla penna di Montesquieu nel 1734, in quella riflessione sulla caducità degli imperi – quello romano soprattutto – pubblicata col titolo di Considérations sur les causes de la grandeur des Romains et de leur décadence, ha avuto maggior seguito presso i posteri. Emblema delle posizioni illuministiche in materia bizantina essa è stata estesa a tutto il Settecento che, di conseguenza, è diventato il secolo «anti-bizantino» per eccellenza. E dopo Montesquieu Voltaire che, nel 1768, ne Le pyrrhonisme de l’histoire, definì la storia bizantina «l’opprobre de l’esprit humain, comme l’empire grec était l’opprobre de la terre», o ancora, a fine secolo, Edward Gibbon che dalle pagine del Decline and Fall la dichiarava un «tedious and uniform tale of weakness and misery». Ma è veramente tutta l’età dei Lumi un unico attacco compatto a Bisanzio, alle sue manifestazioni politiche, religiose, intellettuali? Come questo volume desidera evidenziare, il panorama appare più complesso e articolato presentando sfumature che smentiscono un quadro omogeneo e uniforme.
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Capitolo II Considerazioni bizantine in Montesquieu

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CAPITOLO II

Considerazioni bizantine in Montesquieu

1. Montesquieu, Paruta e altri

Tra le opere che hanno maggiormente influenzato la visione e l’interpretazione della storia dell’Impero romano prima e dopo la caduta della sua parte occidentale un posto privilegiato occupano le Considérations sur les causes de la grandeur des Romains et de leur décadence pubblicate da Montesquieu nel 17341 di ritorno a La Brède dopo un lungo soggiorno in Europa e nelle sue principali corti. Austria, Olanda, Germania, Inghilterra, e anche Italia dove si era fermato per quasi un anno, tra l’agosto del 1728 e il luglio del 1729, interessandosi all’arte, all’economia, alla politica degli stati che abitavano la penisola2. Qui il (presunto) declino di Venezia3 e le rovine roma ← 195 | 196 → ne4 offrivano materia di riflessione sulla vita e sull’evoluzione degli imperi, primo tra tutti quello romano, che, nella sua parabola di nascita, crescita, splendore e decadenza, assume nelle Considérations valore paradigmatico.

La ricerca delle cause che avevano condotto un impero come quello romano a raggiungere vette straordinarie di estensione e potenza per poi progressivamente decadere e finire in mani “barbare”, almeno per quel che riguarda la parte occidentale, non era oggetto di riflessione nuovo.

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