Show Less
Restricted access

Metodologia Paretiana

Tomo III: Stati psichici e variabili dell’azione

Series:

Mino B. C. Garzia

Questo è il terzo tomo di una trilogia: I. Differenziazione, non linearità, equilibrio (2006); II. Stati psichici e costanti dell’azione (2013). In questo terzo tomo si procede all’applicazione della teoria delle derivazioni, alla ricerca delle variabili dell’azione. Come per gli altri due tomi, si parte sempre dal testo paretiano, estendendone esempi ed osservazioni tratti soprattutto dalla contemporaneità. Uno sguardo da vicino, dunque, anche in questo tomo. Stampa quotidiana, periodica, libri e osservazioni dirette sono stati fonti inesauribili per l’individuazione delle derivazioni. Il risultato è che dalle migliaia di esempi selezionati ne sono stati estratti circa quattrocentocinquanta, divenuti parte integrante di questo volume. Come per il precedente, ognuno potrà sostituire un qualsiasi esempio con un altro di apparente segno opposto, non muta il risultato: la potenza delle derivazioni staccatesi dalle pulsioni (residui) è tale da «portare opposte dottrine allo stesso punto»; poiché, in realtà, non le azioni o i fatti concreti sono stati classificati e discussi, ma i loro elementi (sentimenti o stati psichici), i quali permettono di completare una teoria sociologica della mente.
Show Summary Details
Restricted access

Introduzione

Extract



Fatta per attingere il vero, la mente ondeggia tra false opinioni ed errori: analogamente, l’animo, nato per raggiungere la virtù, è angustiato da prave passioni e da vizi.1 Tutto ciò perché il vero è uno, i verisimili molti, i falsi infiniti.2

Cominciamo dalla fine e dal fine. Per essere chiari e senza ombre di equivoci per quanto andremo a dire e a illustrare in questo terzo tomo della nostra metodologia paretiana, dedicato alla relazione tra stati psichici e variabili dell’azione, ovvero alla teoria delle derivazioni o logica argomentativa. La procedura poggia su quanto nota efficacemente Pareto, allorché distingue lo studioso di logica il quale, scoperto l’errore di un ragionamento o chiarito un sofisma, può ritenere compiuta la sua opera.3 Mentre è proprio qui che inizia l’opera dello studioso di sociologia, che ricercherà perché mai tanti sofismi riescono così persuasivi da essere fatti propri. I sofismi, in quanto sottigliezze logiche, possono importare poco al sociologo fino a quando non acquistano popolarità.4 Infatti, sono di ineludibile pertinenza sociologica i sofismi o le altre argomentazioni, anche ben condotte, che sono fatte proprie da una moltitudine. Perciò, dice Pareto – quasi per una divisione del lavoro scientifico – la logica si occupa del perché un ragionamento risulti errato, la sociologia (la sociologica), del perché acquisisca un vasto consenso.5 È questo precisamente il programma paretiano ← 11 | 12 → ed è anche il nostro. Perciò idealmente all’inizio di ogni classe delle derivazioni, all’inizio di ogni loro genere poniamo precisamente questo programma, per meglio intendere il nostro procedere e non...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.