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Dalla prosa ai versi

Forme, usi, contesti della poesia didascalica grammaticale tra XII e XIII sec. Con l'«editio princeps» del «De voce» (Einsiedeln, Stiftsbibliothek Cod. 300)

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Carla Piccone

La trasposizione in versi di testi in prosa già esistenti è un fenomeno letterario e culturale che conosce la sua acme tra il XII e XIII secolo, periodo in cui ogni campo del sapere viene versificato. Partendo da questo assunto, il presente lavoro si incentra sulla letteratura didascalica a tema grammaticale. Nella prima parte l’autrice indaga le diverse percezioni della forma poetica nei vari generi della letteratura mediolatina, con particolare riferimento alla poesia didascalica, e tenta di ricostruire le diverse modalità in cui i singoli grammatici presi in esame si relazionano con i loro precedenti in versi. Inoltre, esamina i fini che giustificano questa operazione letteraria. Nella seconda parte viene presentata la prima edizione, corredata di traduzione, di una versificazione dei primi due libri delle Institutiones di Prisciano, tradita nel manoscritto Einsiedeln, Stiftsbibliothek 300 e finora ignorata dalla ricerca.
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III. Dalla prosa ai versi: modifiche contenutistiche e formali

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III.Dalla prosa ai versi: modifiche contenutistiche e formali

1.Questioni preliminari

Dopo aver constatato la forte influenza esercitata dalle Institutiones sul compilatore del De voce1, è nostra intenzione verificare se influssi priscianei siano individuabili nel corpus di testi da noi preso in esame. Ci soffermeremo, inoltre, sul Priscianus metricus (inc.: Sicut ab esse rei soliti rem promere dicunt, Walther, Initia 18146). Tradita in trentasei manoscritti, il più antico dei quali risale al XIII sec., quest’opera viene pubblicata nel 1499 a Strasburgo dall’editore Martin Flach (Hain-Copinger 8422) insieme ad un ampio commento approntato nel 1497 da Johann Sommerfeld, maestro di arti liberali attivo all’università di Cracovia2. Questo scritto è attribuito da diversi testimoni ad un certo Eberhardus Hispanus, personaggio di cui non si ha alcuna notizia, o a Pietro Elia. Tuttavia, il fatto che il testo non presenti alcun riferimento né alla Spagna né alla Summa super Priscianum rende le attribuzioni proposte dai manoscritti non accettabili3. ← 67 | 68 →

Come ci informa la prefatio di Johann Sommerfelt, il Priscianus metricus tratta temi legati all’orthographia e all’ethymologia, tematiche esposte nei primi sedici libri delle Institutiones, di cui lo scritto mediolatino ricalca nei suoi quattromila versi sia la struttura che il contenuto4. Le citazioni tratte dagli auctores, la menzione di nomi di città e fiumi collocati in area franca, l’uso di termini tecnici derivati dalla grammatica speculativa ravvisabili nel testo preso in esame permetterebbero di supporre che esso sia stato composto nel nord-est della Francia grosso modo nella prima metà del...

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