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Dalla prosa ai versi

Forme, usi, contesti della poesia didascalica grammaticale tra XII e XIII sec. Con l'«editio princeps» del «De voce» (Einsiedeln, Stiftsbibliothek Cod. 300)

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Carla Piccone

La trasposizione in versi di testi in prosa già esistenti è un fenomeno letterario e culturale che conosce la sua acme tra il XII e XIII secolo, periodo in cui ogni campo del sapere viene versificato. Partendo da questo assunto, il presente lavoro si incentra sulla letteratura didascalica a tema grammaticale. Nella prima parte l’autrice indaga le diverse percezioni della forma poetica nei vari generi della letteratura mediolatina, con particolare riferimento alla poesia didascalica, e tenta di ricostruire le diverse modalità in cui i singoli grammatici presi in esame si relazionano con i loro precedenti in versi. Inoltre, esamina i fini che giustificano questa operazione letteraria. Nella seconda parte viene presentata la prima edizione, corredata di traduzione, di una versificazione dei primi due libri delle Institutiones di Prisciano, tradita nel manoscritto Einsiedeln, Stiftsbibliothek 300 e finora ignorata dalla ricerca.
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Introduzione

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Alteratio est permutatio prose in carmen vel rythmum, vel carminis et rythmi in prosam.

Con queste parole Boncompagno da Signa (1170–1250 ca.) definisce nella sua Rhetorica novissima il fenomeno dell’alteratio, che consiste nella trasposizione in versi di un testo preesistente in prosa o viceversa1.

Alterationes carminis et rythmi in prosam sono da ritenere la versione in prosa del Carmen in laudem Sanctae Mariae di Venanzio Fortunato approntata intorno al 980 da Gundacro di Reims, un Virgilius in prosa tradito in due manoscritti di area francese del XIII sec., varie rielaborazioni in prosa delle Metamorfosi ovidiane, tra cui meritano una menzione quella di Giovanni del Virgilio, databile intorno al 1320, e quella elaborata alla fine del Quattrocento da Tommaso Walsingham, storico dell’abbazia benedettina di St. Alban2. L’elemento comune ravvisabile in queste alterationes di varia epoca e provenienza è il fatto che ad essere messe in prosa sono opere di alcuni auctores, il cui contenuto viene interpretato in maniera letterale, abbreviato e reso strutturalmente più ordinato3. Di conseguenza, sembra che l’alteratio in prosa fornisca una versione semplificata del contenuto di alcuni scritti di autori di epoca classica o tardoantica, al fine di facilitare in contesto scolastico la comprensione di testo ritenuto difficile4.

Il procedimento inverso, l’alteratio prose in carmen vel rythmum, è identificabile con la prassi normalmente definita “versificazione”. Essa è osservabile già tra IX e X sec., periodo in cui testi grammaticali e com ← 11 | 12 → putistici vengono trasposti in brevi composizioni in versi5 dedicate...

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