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Isole e viaggi: l’Ulisse di Dante

a cura di Simona Re Fiorentin

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Simona Re Fiorentin

La figura di Ulisse, centrale nella Commedia di Dante, chiede al lettore di interrogarsi sui grandi temi della vita: la libertà, la grandezza e i rischi dell’«alto ingegno», i valori che definiscono la nostra umanità, la funzione della ragione e della fede nell’orientare le scelte fra bene e male. La riflessione sul significato di questo personaggio, presentato nel contesto più ampio del tema del viaggio e dell’insularità, viene sviluppata in questo lavoro attraverso un’analisi puntale del testo dantesco, che dà conto e si confronta con le numerosissime e diverse interpretazioni che nel corso dei secoli si sono sedimentate attorno ad esso.

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Ancora la voce degli interpreti 203

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Ancora la voce degli interpreti Punti di vista «Nel trapasso dall’Ulisse della tradizione al personaggio dantesco intervengono sì fatti nuovi, ma non si dà soluzione di continuità, né Dante cela le connessioni testuali possibili. Si può credere che nel maggior corno della fiamma antica, oltre alle colpe d’invenzione omerica, si sconti anche l’“orazion piccola”, l’ultima pronunciata dal maligno seduttore» (GORNI 1990, p. 185). Si veda André PÉZARD (1950, p. 290): «On voit assez qu’il a entraîné sa troupe sous le prétexte, très noble en apparence, de suivre “vertu et connaissance’’. Pur prétexte: le fait est qu’il l’a menée à sa perte».215 RYAN (1977, p. 234) richiama la metafora iniziale della Monarchia (I I 2): «Può ritenersi ben lontano dal proprio dovere chi, pur essendo stato educato mediante pubblici insegnamenti, non si cura poi di arrecare il proprio contributo al progresso dello Stato; egli non è l’albero che fruttifica nella sua stagione lungo il corso delle acque, ma una voragine funesta che sempre inghiotte e nulla mai restituisce». Contrapposizione di lignum (Sal 1, 3) e perniciosa vorago. Non accentuerei, come fa Ryan, il “tradimento della comunità”, ma contrapporrei – a parte Dantis – alla vorago/turbo-mar richiuso il lignum/giunco che vive sopra l’acque. La vita del personaggio ingegnoso per eccellenza si conclude nell’ignoranza. Che cos’era l’enorme montagna? Che senso ha il suo naufragio? «Queste domande senza risposta, non la sua morte, sono la sua vera tragedia».216 È pure lo scacco del progetto intellettuale 215 Simile STANFORD 1963, p....

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