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Aspetti della cultura, della lingua e della letteratura italiana in Belgio

Studi in onore di Michel Bastiaensen

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Edited By Marcello Barbato and Claudio Gigante

A partire dall’Antichità e fino ad oggi le storie degli uomini e dei territori che costituiscono attualmente il Belgio e l’Italia si sono ripetutamente intrecciate. Questo volume è dedicato a chi a tale intreccio ha dedicato una parte importante della sua attività scientifica e didattica. Gli scambi reciproci tra Italia e Belgio sono analizzati attraverso una serie di contributi originali che vanno dal basso medioevo all’età contemporanea e spaziano dalla storia della lingua a quella della letteratura, senza trascurare la storia delle società e delle istituzioni culturali, e i temi attuali di didattica e di politica culturale.

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Il mito napoletano alla corte di Borgogna Giovanni Palumbo 21

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21 Il mito napoletano alla corte di Borgogna Giovanni PALUMBO Facultés Universitaires Notre-Dame de la Paix – Namur Non è forse inutile, all’inizio di questo intervento, fornire subito due precisazioni: la prima riguarda la maniera in cui sarà coniugato il tema del convegno, cioè i rapporti letterari e culturali tra Italia e Belgio; la seconda, invece, il titolo stesso dell’intervento. In entrambi i casi, infatti, è doveroso, seppur per ragioni diverse, aggiungere delle virgolette. Per quanto riguarda il tema del nostro incontro, è appena il caso di segnalare che, interessandomi al XV secolo, le espressioni «Italia» e «Belgio» suonano naturalmente anacronistiche. Nel nostro caso, oggetto d’indagine saranno i rapporti culturali che legano una delle tante Italie del tempo, la Napoli aragonese di Alfonso il Magnanimo e di Ferrante, a quello che tutt’al più, volendo seguire la tesi di Henri Pirenne, potrebbe essere considerato come un lontano antenato dell’attuale Belgio, ossia il ducato borgognone al tempo di Filippo il Buono e Carlo il Temerario. Per quanto riguarda il titolo, a richiedere delle virgolette è invece l’espressione «mito napoletano», che andrebbe tra l’altro scritta in francese: «mythe napolitain». Tale espressione, infatti, non si deve all’immaginazione sciovinista di chi scrive, come pure si potrebbe sospettare, ma è ripresa da un importante e corposo studio di Yvon Lacaze, pubblicato quasi quarant’anni fa. Occupandosi de La Bourgogne de Philippe le Bon: Le rôle des traditions dans la genèse d’un sentiment national au XVe siècle, l’autore accenna infatti, rapidamente, anche all’esistenza, alla corte di Borgogna, di un mythe...

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