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Dalla tragedia al giallo

Comico fuori posto e comico volontario

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Edited By Costantino C.M. Maeder, Gian Paolo Giudicetti and Amandine Mélan

I saggi riuniti in questo libro sono dedicati alla comicità nella letteratura, nella saggistica e nell’opera italiane, in particolare alla comicità fuori posto in opere di Campanile, Guicciardini, Dumas, Ariosto, Gadda, Flaiano, Wolf-Ferrari, Camilleri, Lakhous, Wolf-Ferrari, Verdi, Eco, Svevo e altri. Il comico è in un certo senso sempre fuori posto, un contrasto tra un evento, una frase, una scena inappropriata e un contesto che di per sé non si presta a quell’evento, quella frase, quella scena. Proprio per riflettere su questo contrasto, il libro si sofferma su quei contesti che ancor meno di altri son predisposti ad accogliere il comico e a suscitare una risata: la tragedia del Cinquecento, il genere epistolare, l’opera seria, la saggistica seriosa, il tutto attraverso l’accostamento di approcci diversi: dalla filologia alla semiotica, all’analisi testuale, agli studi culturali. Sorgerà forse al lettore la domanda: sono questi approcci troppo seri per affrontare il tema della comicità, tanto da essere a loro volta fuori posto?

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Lo scontro di civiltà visto dagli altri: lo sguardo di Lakhous sull’Italia contemporanea - Daniele Comberiati

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233 Lo scontro di civiltà visto dagli altri: lo sguardo di Lakhous sull’Italia contemporanea Daniele COMBERIATI Université libre de Bruxelles La definizione di letteratura migrante è stata utilizzata per la prima volta in Italia da Armando Gnisci negli anni Novanta1 per designare le opere scritte in italiano da autori stranieri, provenienti per lo più dal flusso migratorio degli anni Ottanta. Durante la prima fase di tale storia letteraria, ci si è trovati di fronte a testi scritti a quattro mani, nei quali l’autore migrante veniva affiancato da uno scrittore o da un giornalista italiano. Questi primi scritti, generalmente autobiografici, una sorta di reportage e di testimonianza sulle difficili condizioni di viaggio e di accoglienza degli immigrati, hanno fatto registrare un acceso interesse da parte di case editrici importanti: la Garzanti ha pubblicato Io, venditore di elefanti del senegalese Pap Khouma, Theoria Immigrato del marocchino Salah Methnani, De Agostini La promessa di Hamadi del senegalese Saidou Moussa Ba e le edizioni e/o Volevo diventare bianca della francese di origine algerina Nassera Chohra.2 Gli scrittori migranti sono stati recepiti dalle case editrici e dal pubblico più come portatori di una testimonianza e di un’esperienza particolare che come autori tout court, ed infatti sono stati gli stessi editori a rifiutare le seconde opere degli stessi, romanzi veri e propri o comunque testi in cui è la finzione a prendere il sopravvento sul reportage, scritti nella quasi totalità dei casi senza l’intervento del coautore italiano. Ha inizio così la seconda fase della letteratura migrante: opere scritte interamente...

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