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«Mutazione delle cose» e «pensieri nuovi»

Saggi su Francesco Guicciardini

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Matteo Palumbo

I saggi qui raccolti riguardano, nel loro insieme, un solo argomento: l’opera di Francesco Guicciardini, osservata da prospettive volta per volta diverse e, insieme, convergenti. Il senso del libro è racchiuso nel titolo: «mutazione delle cose» e «pensieri nuovi». Guicciardini usa, non a caso, per sé e per i suoi contemporanei, l’immagine delle «tenebre», in cui tutti si muovono. Il giudizio degli uomini si fonda unicamente sulla capacità di osservare mille dettagli, prevedere il loro possibile sviluppo, scegliere tra le soluzioni immanenti e incerte la più adeguata, congetturando i molteplici effetti che accompagnano qualunque decisione. Questa smisurata tensione conoscitiva e, insieme, pratica prende in Guicciardini il nome vecchio e nuovo di «discrezione». Il mondo che Guicciardini ha davanti, da qualunque lato lo si osservi, deve essere scrutato fino ai minimi motivi. E per raccontarlo occorrono procedimenti, pensieri e «nomi nuovi».

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16. Gli Estratti savonaroliani di Francesco Guicciardini

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Il rapporto di Guicciardini con il pensiero di Savonarola è sufficiente- mente complesso da meritare qualche riflessione aggiuntiva, che aiuti a comprendere la ricchezza e la qualità di un’influenza a tratti ancora ambigua e misteriosa1. In tal senso un contributo essenziale ci è dato dai cosiddetti Estratti savonaroliani, silloge di materiali desunti dalle prediche del Frate domenicano e raccolti dall’autore dei Ricordi in un momento cruciale della sua storia personale e politica. Eugenio Garin, in un notissimo profilo di Savonarola, proprio sottolineando «i debiti [...] non pochi e molto signi- ficativi»2 che legano Guicciardini al Frate, rinvia, tra l’altro, a quelli che egli chiama «importantissimi» estratti, invitando implicitamente a studiarne i contenuti e la funzione nella cultura dello storico fiorentino. I testi che Guic- ciardini scheda sono i seguenti: Prediche sopra i Salmi (Giorni festivi, 1495): Amos e Zaccaria (Quaresima, 1496); Ruth (Festivi, 1496); Ezechiele (Avvento, 1496-Quaresima, 1497); Esodo (Quaresima, 1498), ma anche il Compendium revelationis. Tuttavia, prima di ogni passo ulteriore, che provi a ricostruire una logica possibile seguita nell’inventario delle profezie del Frate, è essenziale precisare la data in cui tali materiali furono selezionati e disposti nell’ordine attuale: atto preliminare per valutare il loro senso e il loro specifico impatto con il sistema teorico e concettuale di Guicciardini. Roberto Palmarocchi, includendo queste note negli Scritti autobiografici e rari, tende a collocarli nella fase giovanile della vita guicciardiana, allorché la memoria del predicatore è ovviamente più forte e lascia più visibili i segni in non pochi luoghi dell’opera guicciardiniana: a partire dal Discorso...

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