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La «funzione Morgante»

Persistenze e variazioni nel genere comico in ottave tra Cinque e Settecento

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Stefano Nicosia

Il libro percorre e analizza la produzione comica italiana in ottave, e la legge attraverso il Morgante, ridiscutendo i territori marcati dall’eroicomico e dalle opere di Teofilo Folengo, Pietro Aretino, Piero de’ Bardi e Niccolò Forteguerri. Il poema pulciano funziona così come una lente attraverso cui interpretare la tradizione, sulla quale l’opera stampa una vasta orma, e al contempo come un esempio della formazione della tradizione stessa. La presenza del Morgante nella letteratura italiana può, dunque, essere letta come una funzione di lungo periodo, esprimibile attraverso i diversi modi con cui il poema influenza le scritture nel tempo.

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Ringraziamenti ..................................................................................... 13 Introduzione ......................................................................................... 15 capitolo I. Il paradigma tassoniano .................................................. 27 I.1. Sistemazioni dell’eroicomico .......................................... 27 I.2. Fondazione dell’eroicomico ............................................ 35 I.3. Nel segno di Tassoni ....................................................... 37 I.4. Elementi comuni e ritagli di estetica eroicomica ............ 40 I.4.1. Contesti. Classicismo toscano e isolamento regionalistico ...................................................... 59 I.5. La linea tassoniana .......................................................... 62 capitolo II. La funzione Morgante .................................................... 65 II.1. Pulci screditato: brevi cenni di una demolizione cinquecentesca ................................................................ 65 II.2. Breve premessa sul successo del Morgante .................... 74 II.2.1 Pulci e il burlesco cinquecentesco: Berni e Grazzini ................................................. 76 II.3. La linea pulciana: Folengo e Aretino .............................. 84 II.3.1. L’Orlandino di Teofilo Folengo ........................ 85 II.3.2. L’Astolfeida e l’ Orlandino di Pietro Aretino ..... 94 capitolo III. Pietro De’ Bardi: il Poemone e un’ibridazione pulciana ........................................... 107 III.1. L’Avinavoliottoneberlinghieri ....................................... 108 III.1.1. I personaggi ...................................................... 111 III.2. Il Poemone come problema di genere letterario ........... 137 capitolo iV. il Ricciardetto: l’estremo della funzione? .................. 143 IV.1. Struttura, temi, generi letterari, ibridazioni ................... 148 Alcune postille .................................................................................... 165 Conclusioni ......................................................................................... 175 Bibliografia ......................................................................................... 179

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