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La «funzione Morgante»

Persistenze e variazioni nel genere comico in ottave tra Cinque e Settecento

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Stefano Nicosia

Il libro percorre e analizza la produzione comica italiana in ottave, e la legge attraverso il Morgante, ridiscutendo i territori marcati dall’eroicomico e dalle opere di Teofilo Folengo, Pietro Aretino, Piero de’ Bardi e Niccolò Forteguerri. Il poema pulciano funziona così come una lente attraverso cui interpretare la tradizione, sulla quale l’opera stampa una vasta orma, e al contempo come un esempio della formazione della tradizione stessa. La presenza del Morgante nella letteratura italiana può, dunque, essere letta come una funzione di lungo periodo, esprimibile attraverso i diversi modi con cui il poema influenza le scritture nel tempo.

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Ringraziamenti

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«Il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall’esser definito»: tuttavia voglio e devo ringraziare chi ha contribuito a definirmi, prima che toccasse a questo saggio farlo. Devo ringraziare in primo luogo i miei genitori, che mi hanno sempre incoraggiato, sostenuto e, non da ultimo, foraggiato. Sono stato fortunato, in un Paese in cui l’accesso allo studio e alle professioni è lungi dall’essere pienamente democratico. Un ringraziamento affettuoso alla professoressa Michela Sacco, che mi ha seguito e consigliato durante gli anni della mia formazione universitaria. All’amico e mentore Matteo Di Gesù, al quale devo molto professionalmente e personalmente. Ad Ambra Carta, per l’affetto e i consigli su cui ho sempre potuto fare affidamento. Con Stefano Jossa ho un debito difficilmente colmabile, per la prodigalità di tempo e suggerimenti lungo gli anni. Grazie a Federica Signoriello, amica, collega e consulente scientifico impagabile. Per suggerimenti, soccorsi, affetto, ospitalità e altre immeritate prebende ringrazio Flora Di Legami, Clotilde Bertoni, Marta Barbaro, Francesca Fedi, Jean François Lattarico, Giancarlo Alfano, Chiara Giubilaro, Michela Battaglia, Irene Bagni, Nicole Botti, Ellida Minelli, Antonella Ferraro, Stephen Jones. Un ringraziamento devo anche: al Warburg Institute per avermi accolto nel 2010 per sei mesi durante il mio Erasmus da studente del Dottorato in Italianistica, e nel 2013 per un altro semestre di ricerca; alla Royal Holloway, University of London, che del primo scambio è stata partner; all’Università degli Studi di Palermo, per la Borsa di perfezionamento all’estero che mi ha permesso di tornare a Londra a...

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