Show Less
Restricted access

La «funzione Morgante»

Persistenze e variazioni nel genere comico in ottave tra Cinque e Settecento

Series:

Stefano Nicosia

Il libro percorre e analizza la produzione comica italiana in ottave, e la legge attraverso il Morgante, ridiscutendo i territori marcati dall’eroicomico e dalle opere di Teofilo Folengo, Pietro Aretino, Piero de’ Bardi e Niccolò Forteguerri. Il poema pulciano funziona così come una lente attraverso cui interpretare la tradizione, sulla quale l’opera stampa una vasta orma, e al contempo come un esempio della formazione della tradizione stessa. La presenza del Morgante nella letteratura italiana può, dunque, essere letta come una funzione di lungo periodo, esprimibile attraverso i diversi modi con cui il poema influenza le scritture nel tempo.
Show Summary Details
Restricted access

CAPITOLO I. Il paradigma tassoniano

Extract



Ovvero, della rimozione del Morgante

I.1. Sistemazioni dell’eroicomico

Eroicomica (o eroico-comica), cavalleresco-burlesca, giocosa, burlesca, parodistico-cavalleresca, scherzosa: ad una scansione delle opere di critica degli ultimi duecento anni sono questi gli attributi ricorrenti che emergono per una cospicua produzione in ottave, pressoché ininterrotta dal XVI al XIX secolo. Per comprendere il fenomeno del poema eroicomico bisogna senz’altro cercare di farlo interagire con le coordinate storiche, letterarie, geografiche del periodo che ne vede la nascita e lo sviluppo. Nel tentativo di interpretare questo fenomeno, una componente insopprimibile del critico – cioè la sua volontà classificatoria – si è molto spesa nel creare della categorie alle quali far corrispondere tutte le sfumature del genere in questione. Quello che colpisce, però, in questa continua ricerca di sistematizzazione, è il ricorrente sovrapporsi delle definizioni, cosicché un singolo poema si può trovare nel tempo sotto due o più categorie, o addirittura, nel giro di poche pagine, confusamente attribuito ad una o all’altra tipologia, rendendo ovviamente vano qualsiasi tentativo di dirimere il problema (naturalmente, c’è anche chi taglia corto e non fornisce una mappatura del vasto sottobosco secentesco, né quindi una sua catalogazione).

Ciò che si è appena descritto spesso corrisponde ad un eccesso della critica, e il rischio è quello di meritarsi, tutto sommato, l’ironia del Foscolo commentatore dei Narrative and Romantic Poems of the Italians (1819):

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.