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Memoria storica e postcolonialismo

Il caso italiano

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Edited By Martine Bovo Romoeuf and Franco Manai

Questa raccolta di saggi si propone di dare un contributo alla discussione attuale sul discorso postcoloniale italiano, cioè quell’insieme di testi incentrati in modo critico sulla Storia coloniale in generale e su quella italiana in particolare. Si tratta di una produzione che, attraverso diversi mezzi di comunicazione, dalla letteratura al cinema, dal teatro al fumetto, dalla televisione ai quotidiani, dalle riviste a internet, ha esplorato percorsi nuovi e si è espressa in svariati generi, spesso mescolandoli: dalle autobiografie alle biografie, dal romanzo storico o neostorico al realismo magico, dal romanzo giallo o noir a quello d’avventura o d’appendice, dalla poesia alla canzone, dal film al documentario, dal fumetto in serie al graphic novel. Allargando lo sguardo al colonialismo interno, con i casi esemplari della Sardegna e della Sicilia, il volume intende dare conto, attraverso la concordia discors dei vari saggi, della direzione che sta prendendo la ricerca oggi in campo postcoloniale.
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Da una sponda all’altra del Mediterraneo: Sguardi incrociati sull’esodo italo- libico (Maurice Actis- Grosso)

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Sguardi incrociati sull’esodo italo-libico

Maurice ACTIS-GROSSO

Université Paris Ouest Nanterre

1.Ghibli, Mare al mattino, Tripoli 1970 – Allontanati dalla nostra vita. Tre opere, una denuncia

Il silenzio su un fatto storico, quando è assoluto, può anche essere una sorta di memoria. Tale apparente paradosso nutre profondamente l’ispirazione fondamentale dei due unici romanzi, nella più che sparuta editoria nazionale italiana consacrata al dramma dell’esodo degli italiani dalla Libia nel 1969–1970 in seguito alla presa del potere da parte del colonnello Gheddafi: Ghibli (2004) di Luciana Capretti e Mare al mattino (2011) di Margaret Mazzantini. In questi due casi, il fenomeno della damnatio memoriae di un tema tabù ha permesso, secondo le dichiarazioni delle due autrici per ragioni diversificate ma accomunate dallo stesso senso dell’etica, una epifania romanzesca destinata a sanare le ferite dell’esilio imposte dalla violenza della Storia. La finzione narrativa dei due volumi è quindi intrisa di realismo storico, appunto i fatti documentati degli eventi succedutisi in terra libica nei tre momenti fatidici del 1938 e della colonizzazione italiana in massa, del 1970 e della jalaa ossia della cacciata degli italiani e del 2011 colla caduta e la morte del dittatore libico. L’eco individualizzata e incarnata nei testimoni del dramma, materia della silloge di interviste raccolte da Luisa Pachera nel volume intitolato Tripoli 1970 – Allontanati dalla nostra vita (Pachera 2010) funge quindi da tramite umano tra la neutralità storica e la messinscena romanzesca dei...

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