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Commedia all'italiana come specchio di stereotipi veicolati dal dialetto

Un approccio sociolinguistico

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Anna Grochowska-Reiter

Il volume è uno studio interdisciplinare che solleva l’argomento della presenza e dello sfruttamento degli stereotipi regionali e delle relative forme linguistiche di origine dialettale nei film della commedia all’italiana. Riflette sull’uso del dialetto a scopi comici nelle manifestazioni artistiche e mette in evidenza l’interdipendenza dello stereotipo regionale e dei tratti linguistici dialettali. In base al corpus composto da dieci pellicole uscite tra il 1958 e il 1968 sono stati sottoposti all’analisi quattro stereotipi regionali: romano, milanese, siciliano e veneto e i rispettivi tratti linguistici manifestatisi a ciascun livello di analisi linguistica.

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Capitolo 5: Stereotipo: tra psicologia e lingua

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Capitolo 5: Stereotipo: tra psicologia e lingua

Oggi lo stereotipo si presenta come oggetto di studio interdisciplinare, rientrando negli interessi della psicologia sociale, della sociologia, della filosofia del linguaggio, della storia della letteratura e della cultura e della linguistica. Raccogliere svariate ottiche, ricerche e metodologie si delinea un’impresa quanto mai ardua e non priva di difficoltà. Tenendo a mente estesi dibattiti e un’ampia letteratura, nel presente capitolo si tireranno brevemente le fila fondamentali della riflessione sullo stereotipo, incrociando alcuni studi offerti dalla psicologia e dalla linguistica. Lo scopo è quello di ordire un ancoraggio teorico affinché riesca meglio la comprensione del rapporto tra lo stereotipo e l’oggetto della presente ricerca, naturalmente senza alcuna pretesa di esaustività.

Vale la pena ricordare l’etimologia della parola stereotipo. L’unione del greco stereos (stabile, solido) e typos (immagine, impronta), inventata da Didot, deriva dal sostantivo stereotipia, coniato verso la fine del Seicento. La sua forma aggettivale si riferiva alla ristampa identica di un testo eseguita sulla stereotipia (una matrice rilievografica)1.

Per la prima volta la nozione di stereotipo, nel suo uso metaforico, appare in campo psichiatrico per indicare alcuni comportamenti patologici caratterizzati dall’ossessiva ripetizione di gesti ed espressioni (Mazzara 1997: 15). Nelle scienze sociali viene introdotta nel 1922 da Lippmann, nell’ambito delle sue ricerche sui processi di formazione dell’opinione pubblica. Per lo studioso (1922: 6) lo stereotipo equivale a immagini già presenti nella nostra testa («pictures in our heads»), a visioni distorte, schematiche, parziali, unidirezionali...

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