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Commedia all'italiana come specchio di stereotipi veicolati dal dialetto

Un approccio sociolinguistico

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Anna Grochowska-Reiter

Il volume è uno studio interdisciplinare che solleva l’argomento della presenza e dello sfruttamento degli stereotipi regionali e delle relative forme linguistiche di origine dialettale nei film della commedia all’italiana. Riflette sull’uso del dialetto a scopi comici nelle manifestazioni artistiche e mette in evidenza l’interdipendenza dello stereotipo regionale e dei tratti linguistici dialettali. In base al corpus composto da dieci pellicole uscite tra il 1958 e il 1968 sono stati sottoposti all’analisi quattro stereotipi regionali: romano, milanese, siciliano e veneto e i rispettivi tratti linguistici manifestatisi a ciascun livello di analisi linguistica.

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Capitolo 10: Stereotipo dei siciliani nella commedia all’italiana

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Capitolo 10: Stereotipo dei siciliani nella commedia all’italiana

10.1  Origini dello stereotipo

La Sicilia, le sue storie e i suoi luoghi rimangono un punto fermo nella cinematografia italiana sin dall’epoca del muto, quando Nino Martoglio, nel 1913, fondò a Catania la Morgana Film, la prima società di produzione cinematografica italiana. Nonostante la sua vita breve (fu sciolta ufficialmente nel 1918), produsse film come Capitan Blanco (1914), Sperduti nel buio (1914) e Teresa Raquin (1915), tutti diretti da Martoglio. Nel 1916, ispirato alla novella di Verga, Ugo Falena girò Cavalleria rusticana. Negli anni Trenta la Sicilia venne incarnata, tra gli altri, dall’attore Angelo Musco, interprete di film ispirati prevalentemente alle opere del teatro dialettale siciliano. La rappresentazione della realtà siciliana, fondamentalmente assente durante il fascismo, a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, grazie al neorealismo, irruppe sui grandi schermi con, in primo luogo, Paisà (Rossellini, 1946) e La terra trema (Visconti, 1948). Si ricordano, inoltre, In nome della legge (Germi, 1949), il primo western italiano del cinema postbellico nonché precursore del cinema civile degli anni Sessanta (Il Morandini 2011: 726) e Anni difficili (Zampa, 1948). Negli anni Cinquanta e Sessanta la Sicilia divenne «terribilmente di moda nel cinema» (Sciascia 1963, 1991: 287) insieme alle sue ambientazioni e ai personaggi tipici. Nel film Sperduti nel buio la Sicilia, secondo Sciascia (1963, 1991: 267), viene mostrata come «un luogo in cui la passione vittoriosamente contrasta alle squallide regole del mondo». In riferimento ai film...

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