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Verga innovatore / Innovative Verga

L’opera caleidoscopica di Giovanni Verga in chiave iconica, sinergica e transculturale / The kaleidoscopic work of Giovanni Verga in iconic, synergetic and transcultural terms

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Edited By Dagmar Reichardt and Lia Fava Guzzetta

Questa antologia internazionale focalizza l’opera letteraria di Giovanni Verga puntando sul suo potenziale «caleidoscopico» e transculturale. Le innovazioni del grande Verista siciliano, il respiro europeo del suo pensiero, le numerose sinergie estetiche e la sensibilità della sua denuncia sociale rivelano un autore pronto a dialogare attraverso la sua arte con i più squisiti scrittori della «letteratura mondo».

This international collection focuses on the literary work of Giovanni Verga pinpointing its «kaleidoscopic» and transcultural potential. The innovations of the leading Sicilian «verista», the European drive of his thought, the many aesthetic synergies and the sensitivity of his social denunciation show an author ready to interact through his art with top writers in World Literature.

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L ’ occhio “nuovo” del Verga. Verso una scrittura filmica e multimediale (Lia Fava Guzzetta)

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Lia Fava Guzzetta*

L ’ occhio “nuovo” del Verga. Verso una scrittura filmica e multimediale

«Chi è veramente originale non sa neppure di esserlo. Lo è perché vede il mondo e la vita con occhi nuovi, e come vede, dice e scrive: dice e scrive parole nuove, parole sue e non d’altri».

LUIGI PIRANDELLO, Foglietti, in ID., Saggi, poesie e scritti vari (Mondadori, Milano, 1993, p. 1259)

L’orizzonte innovativo della scrittura verghiana rivela sempre più il suo legame con la modernità novecentesca e post-novecentesca, tanto da gettare una luce sulla funzione fondante o addirittura archetipica dell’opera dello scrittore siciliano rispetto alle molteplici innovazioni che siamo abituati a considerare caratteristiche dei codici espressivi del secolo appena trascorso.

Ciò è possibile affermare sia per quanto riguarda elementi strutturali come il trattamento del tempo nel racconto – le analessi, le prolessi, i flashback, i tagli e gli incroci cronologici – sia per quanto riguarda la gestione dello spazio – gli spostamenti di luogo, gli oggetti e le cose in esso, il rapporto tra personaggio e luogo, la prospettiva delle distanze, i pieni e i vuoti del paesaggio.

Se è vero che la forte capacità di immedesimazione è la cifra più caratterizzante dell’operare verghiana in rapporto alla narrazione, con la valorizzazione delle sensazioni già di ascendenza scapigliata, è anche vero che l’uso verghiano va anche oltre la pura registrazione, per tradurre in tecnica della costruzione del racconto ciò che i sensi selezionano e assorbono, postulando una compresenza...

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