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Verga innovatore / Innovative Verga

L’opera caleidoscopica di Giovanni Verga in chiave iconica, sinergica e transculturale / The kaleidoscopic work of Giovanni Verga in iconic, synergetic and transcultural terms

Series:

Dagmar Reichardt and Lia Fava Guzzetta

Questa antologia internazionale focalizza l’opera letteraria di Giovanni Verga puntando sul suo potenziale «caleidoscopico» e transculturale. Le innovazioni del grande Verista siciliano, il respiro europeo del suo pensiero, le numerose sinergie estetiche e la sensibilità della sua denuncia sociale rivelano un autore pronto a dialogare attraverso la sua arte con i più squisiti scrittori della «letteratura mondo».

This international collection focuses on the literary work of Giovanni Verga pinpointing its «kaleidoscopic» and transcultural potential. The innovations of the leading Sicilian «verista», the European drive of his thought, the many aesthetic synergies and the sensitivity of his social denunciation show an author ready to interact through his art with top writers in World Literature.

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Verga e il realismo italiano nel cinema (Gaetana Marrone)

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Gaetana Marrone*

Verga e il realismo italiano nel cinema

1.  L’effetto Verga: i modelli narrativi

Nell’orizzonte cinematografico neorealista i modelli narrativi offerti dalla letteratura verista, che all’inizio degli anni Quaranta influenza tutta una generazione di giovanissimi autori, trovano in Luchino Visconti l’artista che, confrontandosi col Verga di I Malavoglia in La terra trema (1948), costituisce il punto di continuità e al contempo di innovazione dell’itinerario letterario ottocentesco. Ricorda Carlo Lizzani che, nel dibattito culturale di quegli anni, si cercavano «bussole o anticorpi per uscire dal labirinto del dannunzianesimo» e che li si poteva trovare riscoprendo «padri o maestri ancora non lontani in Verga, in De Roberto…»1. Per questa ragione, il gruppo di critici, sceneggiatori, e aspiranti registi che gravitano attorno a Visconti e alla redazione di «Cinema», esplora territori già conosciuti, ma che li approdano a scoperte rivoluzionarie dal punto di vista formale e a verifiche dell’evoluzione, e della crisi, del pensiero marxista. Anno dopo anno, sulle pagine della rivista del regime, un quindicinale di divulgazione cinematografica diretto da Vittorio Mussolini, si andava sviluppando una tendenza a valorizzare un cinema che puntasse a rappresentare situazioni, personaggi e fatti della vita quotidiana. Si ambiva a riscoprire l’Italia popolare e autentica. Per l’ampiezza del registro poetico e linguistico, questo gruppo caratterizzato da affinità generazionali ricopre un ruolo determinante nell’edificare una nuova identità del Paese. Un sodalizio, questo, per Luchino, formativo anche sotto l’aspetto politico e ideologico.

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