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Il peso del mondo e la scrittura in frammenti

Poetica della percezione e della lingua in «Das Gewicht der Welt» di Peter Handke

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Elena Stramaglia

Vibrante miscellanea di appunti, sensazioni, frammenti di esperienza, trascrizioni spontanee, la scrittura diaristica costituisce un momento imprescindibile (e una porzione abbondantissima) dell’opera di Peter Handke. I diari di Das Gewicht der Welt sono espressione immediata di quello stretto legame che l’autore austriaco stabilisce fra lo scrivere e l’esperire, la parola e il pensiero sensibile, ed aprono un importante spiraglio sul pulsante lato empirico della sua ricerca letteraria. È quindi sulla traccia di queste annotazioni che la scrittura di Handke, in particolare quella a cavallo degli anni Settanta, viene qui ripercorsa e interrogata. Questo studio ne esplora presupposti linguistici e discorsi esperienziali, tratti caratterizzanti e aspetti intertestuali, riscoprendo quella tipica attitudine handkiana a cristallizzare in brevi miniature, in piccoli "riflessi di lingua", l’esperienza pura e universale della sensazione, il contatto con nient’altro – e niente meno – che "il peso del mondo".

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1. Peter Handke: un itinerario

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1. Peter Handke: un itinerario

This chapter highlights Peter Handke’s artistic development from language sceptic and theatre deconstructionist to supporter of a rediscovered “classicism” in writing, in eager search for a language fully adhering to the outer world. His diaries Das Gewicht der Welt (1977) belong to the middle phase of this evolution and afford invaluable insights into the author’s changing poetics.

Figlio di padre tedesco e madre slovena, Peter Handke, nato nel 1942, passa la sua giovinezza in Carinzia, tra Griffen, città natale, e Graz, dove frequenta l’università. A questo periodo, dopo alcune acerbe produzioni scolastiche, sono riconducibili i suoi esordi letterari: essi avvengono in particolare in seno alla Grazer Gruppe, vivace coagulo di giovani letterati austriaci di vario orientamento, accomunati dalla volontà di sprovincializzare le vedute artistiche e le pratiche letterarie del proprio paese (tale gruppo contò, fra le altre, figure del calibro di Alfred Kolleritsch, Elfriede Jelinek e Michael Scharang). È in questo dinamico contesto che Handke pubblica per la prima volta nella rivista «Manuskripte», dal taglio sperimentale, forte e provocatorio. Invitato a pubbliche letture a Graz e a Vienna, l’esordiente richiamò subito l’attenzione della critica soprattutto conservatrice, irritata da atteggiamenti che vedeva come di puro esibizionismo e di giovanile ostilità nei confronti dei modelli dominanti. Tale modo di proporsi risultava in effetti inscindibile non solo dall’esperienza della Grazer Gruppe, ma anche dall’interesse per le poetiche avanguardistiche e provocatorie della Wiener Gruppe, lasso raggruppamento di poeti e scrittori viennesi che aveva estremizzato la critica...

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