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Migrazioni letterarie nel Settecento italiano: dal movimento alla stabilità

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Edited By Sara Garau

Il volume raccoglie i contributi dell’omonima sezione del 35. Romanistentag. Attraverso una serie di casi esemplari, affiancati da indagini di carattere tipologico, intende contribuire a circoscrivere quella modalità, così diffusa nel Settecento italiano, di migrazioni artistiche e letterarie, che non rientrano propriamente nell’esperienza odeporica, ma nemmeno sono già determinate da fattori politici. Il libro si articola seguendo gli spostamenti in senso geografico; include insieme uno sguardo intermediale, verso le arti figurative. Si mette in luce così non solo la varietà delle motivazioni e dei canali di trasferimento, ma anche i modi d’inserimento nell’alterità culturale e di rielaborazione letteraria dell’esperienza migratoria.

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Dal movimento alla stabilità: sul soggiorno parigino di G.B. Casti (Paolo Colombo)

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Paolo Colombo

Dal movimento alla stabilità: sul soggiorno parigino di G.B. Casti

Abstract: The paper aims to recall the last years of Giambattista Casti’s biography (1721-1803), with particular attention to the period spent in Paris, where he settled in the summer of 1798 and lived until his death. Moving to the French capital, Casti hoped to be able to conclude the project of a complete edition of his works, but he also had the opportunity to get in touch with the cultural environment of the city, which from 1799 would have seen the arrival of the Italian exiles who escaped from the Austro-Russian reaction. For many of these people, the author of the Animali parlanti became a reference point, even if there had been numerous occasions of harsh controversies.

Nel secondo volume (1818) della Serie di vite e ritratti de’ famosi personaggi degli ultimi tempi, tra le prime biografie di Giambattista Casti, si legge che il poeta «molto genio ebbe assai per tempo pei viaggi».1 La sua vicenda fu infatti caratterizzata da un incessante peregrinare, non solo per l’Europa; figura paradigmatica di letterato legato al mecenatismo di corte (tanto da attirare, ancora nella seconda metà dell’Ottocento, gli strali di Carducci, che lo definì «menestrello nomade della marcia e fetida arte del servaggio italiano»),2 Casti ebbe modo di incontrare i più influenti sovrani, Maria Teresa d’Austria, Federico II di Prussia, Caterina II, Napoleone, attraversando per così dire anche nel tempo, oltre che nello...

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