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«Noio volevàn savuàr»

Studi in onore di Edgar Radtke del sessantesimo compleanno- Festschrift für Edgar Radtke zu seinem 60. Geburtstag

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Edited By Silvia Natale, Daniela Pietrini, Nelson Puccio and Till Stellino

La miscellanea in occasione del sessantesimo compleanno di Edgar Radtke contiene una serie di articoli scientifici redatti dai suoi colleghi, amici e allievi. Gli articoli riguardano diverse aree della linguistica e trattano l’italiano e il francese contemporaneo, il substandard, il linguaggio giovanile come anche aspetti del lessico e delle lingue settoriali. Al centro dell’interesse anche i cambiamenti linguistici e sociali, la storia e la riflessione linguistica, la geolinguistica e l’etnolinguistica e questioni centrali nell’ambito linguistico e culturale della Campania.
Die Festschrift anlässlich des 60. Geburtstags von Edgar Radtke enthält eine Reihe von wissenschaftlichen Aufsätzen von Kollegen, Freunden und Schülern aus verschiedenen Bereichen der Sprachwissenschaft. Die Beiträge umfassen diverse Thematiken: Behandelt werden unterschiedliche Gebiete des Italienischen und Französischen der Gegenwart, des Substandards und der Jugendsprache sowie Fragen aus Lexik und Fachsprachen. Sprach- und Gesellschaftswandel, Sprachgeschichte und Sprachreflexion, Geo- und Ethnolinguistik sowie Fragestellungen zum kampanischen Sprach- und Kulturraum werden ebenfalls diskutiert.

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Sul turpiloquio nell’italiano scritto contemporaneo. Luca Serianni

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Sul turpiloquio nell’italiano scritto contemporaneo Luca Serianni Il 29 marzo 2011, nella trasmissione televisiva Niente di personale (La 7), il giornalista Antonello Piroso intervista Vittorio Sgarbi, critico d'arte noto per l'e- sibita aggressività verbale. A un certo punto Piroso chiede all'ospite: «Lei perché è contrario alla paternità?», e Sgarbi replica dicendo di essere contrario alla «vo- lontà di essere padre», non alla procreazione in sé, tant’è che ha «due o tre fi- gli». «È un padre incidentale» commenta ironicamente Piroso; e Sgarbi, confer- mando: «Un padre incidentale. Un padre del cazzo, nel senso tecnico della paro- la». La diffusione del turpiloquio non è una novità, se di recente si è potuto af- fermare che «le parolacce fanno ormai parte del modo di esprimersi quotidiano e informale di quasi tutti gli italiani»;1 ma un calembour di così insolente volgarità sarebbe stato inimmaginabile solo qualche anno fa; e anche oggi non sarebbe abituale nelle pagine di un quotidiano, in cui non è rara la censura dei termini interdetti attraverso i puntini.2 Qualche giorno prima della trasmissione di Piro- so, il «Corriere della Sera» apriva un articolo di politica interna (di Marco Cre- monesi, 22 marzo 2011) così: «Sono tutti missili che ci torneranno in c...». Non sarà raffinata, ma la frase di Um- berto Bossi riassume perfettamente la grandissima apprensione del Carroccio ri- guardo alla crisi libica. La vera differenza tra la frase di Sgarbi e l’incipit di Cremonesi non sta nei pun- tini sospensivi, bensì da una parte nell’uso proprio di cazzo («nel senso tecnico...

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