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Le frasi attributive in germanistica

Questioni grammaticografiche

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Elisa Corino

Questo volume si concentra sulla nozione di attributo e di frase attributiva, un terreno particolarmente fertile per la definizione di una cesura tra l’approccio, o meglio gli approcci, presenti nella tradizione tedesca e le categorie usate in Italia e in genere fuor di Germania. Lo scavo storiografico rivela come la progressiva stratificazione di concetti e termini di "antica" ascendenza, associata a differenti tentativi di aggiornamento, abbia dato origine alla situazione odierna, in cui i livelli di analisi diversi si intersecano, si sovrappongono e fondono in soluzioni che sono talvolta di difficile lettura. La parabola di tale percorso viene qui descritta e analizzata, dagli ultimi rappresentanti della tradizione della grammaire générale nei primi decenni del XIX secolo, fino alle trasformazioni più recenti della grammatica valenziale e generativa. Da Becker a Chomsky dunque, con uno sguardo particolare alle più diffuse grammatiche contemporanee.

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5. Cos’è un attributo? Dall’Ottocento ad oggi

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Alla confluenza di una storia linguistica che coniuga criteri grammaticali, logici e psicologici è oggi una molteplicità di approcci che trattano il feno- meno da punti di vista differenti. E in effetti, nelle grammatiche a cui co- munemente si fa riferimento, siano esse di impronta funzionale, semantica o categoriale, le posizioni nei confronti di cos’è un attributo sono estrema- mente variegate ed eterogenee. Una certa confusione regna anche riguardo agli elementi che possono accompagnare l’attributo e al modo in cui essi sono connessi, al tipo di relazione che l’attributo intrattiene con questi e alla sua stessa forma. Indissolubilmente legata al concetto di attributo, e a lei conseguente, è poi la nozione di frase attributiva. Ad un primo esame l’idea che sembra più diffusa è quella che l’attri- buto sia un argomento del nome contrapposto agli argomenti del verbo. Un approccio quindi sostanzialmente conforme all’eredità della tradizione ottocentesca, spesse volte non in linea con l’impronta più o meno jesperse- niana (e poi chomskyana), e quindi novecentesca, di altre tradizioni gram- maticografiche. La tradizione grammaticografica italiana e quella francese infatti sono, pur nella diversità degli approcci, comunque pervase dallo strutturalismo, che ha avuto i suoi natali in area francofona trovando poi clima assai positivo nell’Italia del secondo dopoguerra, e profondamente in- teressate da approcci di tipo generativista, sebbene permangano, soprattutto in Italia, tradizioni grammaticali di tipo più conservativo, la cui ascendenza ottocentesca è innegabile. Un poco diverse sono le cose per la tradizione grammaticografica spagnola, che appare più incline ad un eclettismo non sempre attentamente meditato8....

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