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Sintassi marcata dell’italiano dell’uso medio in prospettiva contrastiva con il francese, lo spagnolo, il tedesco e l’inglese

Uno studio basato sulla scrittura dei quotidiani online

Series:

Anna-Maria De Cesare, Davide Garassino, Rocío Agar Marco, Ana Albom and Doriana Cimmino

Questo volume persegue un triplice obiettivo. In primo luogo, si descrivono le proprietà distribuzionali, formali e funzionali dei costrutti di sintassi marcata dell’italiano dell’uso medio alla luce del loro impiego nella scrittura dei quotidiani online, un tipo di testo ancora poco noto. In secondo luogo, si identificano le proprietà che caratterizzano tali costrutti in un contesto europeo, vale a dire rispetto alle proprietà delle stesse (o analoghe) strutture in francese, spagnolo, tedesco e inglese. Questa scelta si giustifica con il fatto che il confronto interlinguistico permette di raggiungere il terzo obiettivo della presente ricerca: collocare l’italiano in un quadro tipologico romanzo e, più generalmente, europeo.
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Premessa

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1.   Per uno studio della sintassi marcata dell’italiano dell’uso medio

L’obiettivo principale della ricerca che si presenta in questo volume è capire – sulla scia di quello che proponeva Pier Paolo Pasolini negli anni Sessanta – “che sintassi fa”, oggi, in Italia, soffermandoci su un fascio di tratti sintattici che Francesco Sabatini, nel suo noto saggio del 1985, ha associato alla varietà dell’italiano dell’uso medio, il baricentro dell’intero sistema linguistico italiano odierno (Sabatini 1985: 175).1 Contrariamente a quanto lasci intendere l’obiettivo di fornire un bollettino sulla sintassi “che fa” oggi in Italia, questo studio non è dedicato tanto a fenomeni “meteorologici” (come li definisce Lorenzo Renzi nel volume pubblicato nel 2012 con il titolo Come cambia la lingua. L’italiano in movimento), legati a mode passaggere, per lo più relative al lessico, quanto a fenomeni “geologici” (il termine è ancora di Renzi), che riguardano le fondamenta stesse del sistema della lingua italiana, e i cui cambiamenti potrebbero essere decisivi per determinare l’assetto generale dell’italiano in quanto sistema astratto (cfr. Renzi 2012: 40).

I tratti sintattici sui quali ci soffermiamo in queste pagine appartengono al dominio della microsintassi; si tratta più precisamente della fenomenologia ← 15 | 16 → della sintassi marcata, che include tratti che rientrano sostanzialmente in due macro-categorie, entrambe con un retroterra storico consistente: quella delle dislocazioni sintattiche, di cui si distingue quella a sinistra, illustrata al punto (1), da quella a destra, data in (2); e quella delle costruzioni scisse, di cui fanno parte le frasi scisse (3) e...

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