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Gesammelte Werke

Schriften zur philosophischen Pädagogik Teil 2- Christliche Philosophie

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Anton Hilckman

Edited By Tomasz Stepien

Inwiefern können wir von einer christlichen Philosophie und Bildung, Kultur und Politik sprechen? Diese grundlegende Frage bildet den eigentlichen Ausgangspunkt der philosophischen Reflexion von Anton Hilckman. Den Hintergrund der Auseinandersetzung um die Philosophie und das Christentum macht die geistige und politische Situation in Europa, insbesondere in Deutschland und Italien der Zwischenkriegszeit, aus. Hilckman zeichnet in seinen Schriften ein spannungsvolles Bild des damaligen philosophischen Diskurses, der zwischen der thomistischen Neuscholastik und dem Neuidealismus italienischer Prägung oszillierte und direkt Einfluss auf die gesellschaftlichen und politischen Ereignisse hatte und gleichzeitig die Aktualität für die gegenwärtigen Probleme der Gesellschaft und Kultur bewahrt.
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Ricordando l’indimenticabile maestro

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Quando mi si chiedesse quali furono gli incontri “essenziali” nella mia vita, quelli che ebbero un significato decisivo sulla direzione della mia vita, quelli senza i quali io stesso non sarei divenuto quello che sono e qual sono, io nominerei senza esitare tra i prmissimi nomi quello del venerato maestro Giuseppe Zamboni. Vi sono stati pochissimi di tali incontri “essenziali” nella mia vita; forse non avrei da nominare che lui ed il “grande ignoto” polacco, Feliks Koneczny, quasi sconosciuto – nonostante i miei troppo modesti sforzi o piuttosto a causa della loto soverchia modestia ed insufficienza – nei paesi latini e germanici, benché egli sia il vero fondatore di una scientifica “Scienza delle Civiltà”; e chi ancora? – Max Picard, il savio svizzero la cui intuizione sembra penetrare direttamente al fondo di tutti i problemi umani; e chi ancora? forse ancora, con una certa esitazione, qualche nome! – Ma il nome di Giuseppe Zamboni sarebbe certamente tra i due primi.

Eppure ci è voluta la ripetuta, amabile e da ultimo urgente insistenza del collega G. Ambrosetti, perché io scrivessi finalmente qualche riga di commemorazione e di più che dovuta gratitudine. Avrei voluto contribuire con un lavoro sistematico che mettesse in rilievo la mia veduta della dottrina zamboniana, quello che costituisce secondo me il suo imperituro contributo al pensiero filosofico della nostra epoca e oltre. Sembra realmente ingratitudine verso il maestro che io non mi sia affrettato a farlo, che non abbia approfittato del primo invito del collega Ambrosetti per scrivere...

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