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Dialetti in contatto nella Valle del Mércure

La variazione microdialettale e la sua percezione nell’Area Lausberg

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Maria Gabriella Conte

Questo volume esamina la realtà linguistica della Valle del Mercure, area geografica di confine tra Basilicata e Calabria. Elemento portante della ricerca, che introduce nuove impostazioni e nuovi parametri sociolinguistici, è l’interpretazione della linguistica di contatto come chiave del cambiamento di variazione. Avviando una dialettologia politopica e comparativa attenta ad analizzare località già appartenenti all’Area Lausberg, lo studio permette di giungere anche a una proposta complessiva riguardante il quadro dialettologico dell’intera Basilicata, da considerare come una regione «costituita da microaree alternate ad isole linguistiche e/o colonie linguistiche che si estendono a ‹macchia di leopardo›».
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Introduzione

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1.1 Il dialetto, argomento di studio di “ieri” e di “oggi”: cenni di storiografia

Lo studio della lingua e del dialetto come due sistemi linguistici a contatto1 implica una presa di coscienza obbligata riguardo alle metodologie, elaborate per la raccolta dei dati. Esse, pertanto, diventano un vero e proprio argomento di studio al centro del dibattito storiografico esistente sulle discipline linguistiche, che si apre, innanzitutto, con l’attenzione alla sociolinguistica e alla dialettologia2 i due aspetti disciplinari della linguistica che in primis si sono occupati di tali problematiche. Entrambe le discipline muovono da un punto di partenza comune: sia l’una che l’altra usano come dati il materiale raccolto sul campo producendo un orientamento decisamente empiristico [Berruto1977: 78].

Nel corso degli anni Settanta anche in Italia nell’ambito degli studi della lingua si è sviluppata una certa attenzione alla riflessione metodologica innovativa; così, come cominciavano ad affermarsi nuovi modi di coniugare gli interessi linguistici attraverso l’aggettivo ‘sociolinguistico’, testimone dell’accettazione, presso l’ambiente culturale italiano, della sociolinguistica3 [Berruto1977: 75], con la stessa intensità cresceva il dibattito sulla mancanza, nelle discipline linguistiche, di una precisa metodologia per l’elicitazione, ossia la raccolta dei dati da annettere alla fase elaborativa4 [Sornicola1977: 26].

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