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Dialetti in contatto nella Valle del Mércure

La variazione microdialettale e la sua percezione nell’Area Lausberg

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Maria Gabriella Conte

Questo volume esamina la realtà linguistica della Valle del Mercure, area geografica di confine tra Basilicata e Calabria. Elemento portante della ricerca, che introduce nuove impostazioni e nuovi parametri sociolinguistici, è l’interpretazione della linguistica di contatto come chiave del cambiamento di variazione. Avviando una dialettologia politopica e comparativa attenta ad analizzare località già appartenenti all’Area Lausberg, lo studio permette di giungere anche a una proposta complessiva riguardante il quadro dialettologico dell’intera Basilicata, da considerare come una regione «costituita da microaree alternate ad isole linguistiche e/o colonie linguistiche che si estendono a ‹macchia di leopardo›».
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Metodologia

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7.1 Impostazione metodologica: approccio socio-variazionale

Dagli studi intrapresi a partire dagli anni Cinquanta sui sistemi linguistici in contatto, è scaturita la certezza «che i fenomeni linguistici sono il luogo delle differenze, anziché dell’ omogeneità » [Sornicola1977: 12], da tale affermazione scaturisce che la “variazione” è punto di partenza per la ricerca sociolinguistica e dialettologica.

Sono due i fondamentali livelli di analisi in base ai quali è possibile isolare la molteplicità di interessi che la sociolinguistica include: il livello micro-sociolinguistico da una parte, e il livello macro-sociolinguistico dall’altra. Il livello micro-sociolinguistico, come afferma Berruto, riguarda le produzioni verbali e le realizzazioni di parlanti e gruppi di parlanti viste nei loro dettagli; esso fa riferimento ai singoli fenomeni della lingua e pone grande attenzione alla descrizione minuta dei fatti linguistici [1995:27-28]. Il livello macro-sociolinguistico riguarda, invece, l’analisi della distribuzione e dell’impiego dei sistemi linguistici in una comunità parlante ponendo grande interesse all’osservazione della lingua nel comportamento di vasti gruppi e non di singoli parlanti [1995: 28]. Entrambi i livelli si basano su di una dinamica comune che è quella della variazione, cioé di modi alternativi per dire la stessa cosa [Labov 1977: 35]. La variazione consiste nelle possibilità possedute dai parlanti, singoli o in gruppo, all’interno di una stessa lingua, di esprimere in modi diversi lo stesso messaggio comunicativo93. Al livello macro-sociolinguistico la dinamica variazionale definisce le ‘varietà’ che costituiscono una lingua, in quello micro-sociolinguistico essa rappresenta la dinamica interna di ogni ‘varietà’.

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