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Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
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L’Italia dell’anno 1000: le origini del raddoppiamento sintattico nell’italiano meridionale antico e non solo. Un’analisi scrittologica

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MICHELA RUSSO (PARIS)

1. Notazioni dirette e indirette del raddoppiamento sintattico prima dell’anno 1000

Sappiamo che diacronicamente, il raddoppiamento sintattico (RS) nasce dall’as­similazione completa in fonosintassi della -C# di P1 alla #C- di P2 in una sequenza di P1P2. Nelle Chartae Latinae Antiquiores (ChLA), scriptae documentali del IX secolo relative all’Italia meridionale, osserviamo un’innovazione nel modello ortografico del latino relativa alle -d e -t finali etimologiche e ad altre consonanti finali (cf. Russo 2011; 2013; Russo / Giuliani 2004):

(1)  ĂD (preposizione): at tuis (Salerno 823, ChLA 50, IX.10), a tui heredibus (Rota 813, ChLA 50, III.16)ĔT (congiunzione): e tui heredibus (Rota 813, ChLA 50, III.15) vs. ed Alfani (Salerno 799 ChLA 20, 0702.6), tu e tuique heredes (Nocera 857, ChLA 51, X.13), vs. ed oc (Salerno 799, ChLA 20, 0702.20), ede heredes (Castello di S. Agata 845, ChLA 50, XX.32), quam ed ego (Tostazzo 859, ChLA 51, XIX.11), ed alis (San Martino al Volturno 819, ChLA 53, III.10-13)ŬT (congiunzione finale): ud a presente dies (Rota 803, ChLA 50, II.14), ud a presentes dies (Salerno 816, ChLA 50, IV.9)SED (congiunzione): set tibi (Nocera 857, ChLA 51, X.10, 857)SĪ (congiunzione, si × quid): qui sit meni[m]e (Sarno 824, ChLA 50, X.15), qui si menime (Salerno 856, ChLA 51, VIII.24)SICUT (congiunzione): sicu te (Barbazzano 819, ChLA 50, VI.16)...

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