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Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
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I confissi: catalizzatori della convergenza linguistica europea

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WOLFGANG PÖCKL / BARBARA PIZZEDAZ (INNSBRUCK)

1. Introduzione

I linguisti contemporanei sono concordi nel riconoscere che, nell’ultimo secolo, le maggiori lingue standard europee abbiano subito profonde trasformazioni, in particolare a livello lessicale. Tra i motivi di carattere extralinguistico che hanno contribuito a tale mutamento possiamo menzionare i cambiamenti apportati al nostro quotidiano dalle nuove tecnologie e dallo sviluppo di nuovi stili di vita; tra quelli strettamente linguistici, invece, soprattutto l’arricchimento attraverso prestiti da altre lingue (principalmente dall’inglese, in particolare quello anglo-americano) o la rivalutazione di elementi sociolettali. Nei saggi di recente pubblicazione aventi come tema lo stato attuale della lingua, si fa spesso riferimento, a questo proposito, anche alla crescente importanza del potenziale innovativo dei linguaggi settoriali. I rimandi sono tuttavia generici, se non per due (importanti e corrette) considerazioni: da un lato, le lingue speciali godono di alto prestigio all’interno della società moderna, risultando così una fonte interessante di nuove parole; dall’altro, il significato dei termini tecnici cambia, di solito ampliandosi, quando questi ultimi vengono estrapolati dal contesto del tecnoletto e integrati nella lingua comune.

Eppure, la consapevolezza dell’influenza dei linguaggi settoriali sulla lingua comune nel suo complesso non è così diffusa come si potrebbe pensare. Che la linguistica si sia tradizionalmente interessata meno dei linguaggi specialistici (e pertanto meno delle conseguenze del loro utilizzo sull’uso quotidiano della lingua) dipende fondamentalmente dal fatto che, per molto tempo, la sola caratteristica di questi linguaggi è stata considerata quella dell’uso di termini specifici, di...

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