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Dall’architettura della lingua italiana all’architettura linguistica dell’Italia

Saggi in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier

Edited By Paul Danler and Christine Konecny

Il presente volume in omaggio a Heidi Siller-Runggaldier, professoressa di linguistica italiana dell’Università di Innsbruck (Austria), comprende più di 40 saggi incentrati sull’architettura in senso linguistico: dopo la prima sezione sull’ architettura della lingua italiana ovvero sull’insieme delle sue variazioni a livello diacronico, diatopico, diastratico, diafasico e diamesico, segue una seconda sezione i cui contributi riguardano l’ architettura linguistica dell’Italia, ovvero la situazione linguistica in Italia e le diverse lingue minoritarie parlate sul territorio italiano (per esempio il ladino, il friulano, il sardo, il cimbro). In fondo al volume vi è una terza ed ultima sezione intitolata L’italiano nel mondo, che contiene fra l’altro contributi sull’italiano quale lingua soggetta a fenomeni linguistici panromanzi, paneuropei e internazionali.
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L’italiano nella giostra delle lingue. Testi di apprendenti sinofoni, ispanofoni e slavofoni

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PIETRO TRIFONE (ROMA)

1. Variazione sociolinguistica e apprendimento dell’italiano L2

Nel quadro di una più ampia indagine conoscitiva promossa dal Ministero degli Affari Esteri sulla diffusione internazionale della nostra lingua (Giovanardi / Trifone 2012) sono state distribuite agli allievi dei lettori di italiano nelle università straniere due batterie di prove linguistiche, una per il livello intermedio e l’altra per quello avanzato. Il test più elementare prevedeva anche lo svolgimento di una composizione libera: si chiedeva di scrivere a un amico una breve e-mail per raccontargli un viaggio fatto in Italia, cercando di dare informazioni sulle modalità di viaggio e di pernottamento, sulle attività svolte durante il soggiorno, sulle impressioni suscitate dalla visita a una città. Un esercizio di questo genere è in grado di saggiare un ampio ventaglio di competenze linguistiche, fino alla capacità di strutturare un testo, dando così modo di individuare varie caratteristiche e difficoltà dell’impegnativo cammino affrontato da un parlante straniero per conquistare, passo dopo passo, la padronanza dell’italiano.

Naturalmente l’analisi di testimonianze scritte comporta tutta una serie di limiti rispetto ad analoghe ricerche condotte su dialoghi orali, a cominciare dalla difficoltà di desumere alcune caratteristiche importanti della pronuncia. Il documento scritto non permette di osservare neppure altri aspetti notevoli del percorso di apprendimento linguistico, come i tempi di formulazione degli enunciati, le frequenti incertezze esecutive e gli eventuali interventi di autocorrezione; ma d’altra parte offre l’opportunità di mettere in luce i più significativi punti critici non solo della competenza...

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