Loading...

Approccio sintagmatico alla preparazione terminologica nell’interpretariato

Uno studio del caso per la direzione linguistica A–B

by Stefania D’Amico (Author)
Thesis 428 Pages

Summary

La terminologia specialistica riveste un ruolo centrale nell’attività di interpretazione, sia simultanea che consecutiva, e nella preparazione che la precede. Ciò vale sia nel caso in cui sia prevista una resa dalla lingua nativa (lingua A) alla lingua straniera (lingua B), sia quando si deve interpretare dalla lingua B alla lingua A. La preparazione terminologica risulta però particolarmente importante nella direzione linguistica A–B, poiché si verifica spesso il caso in cui non è un termine in quanto tale a creare difficoltà traduttive, bensì il contesto in cui compare. L’autrice si propone dunque di elaborare un modello di preparazione basato su un approccio sintagmatico e un’analisi contrastiva, che consentono di analizzare i termini inseriti in un determinato contesto d’uso.

Table Of Content

  • Copertina
  • Titolo
  • Copyright
  • Sull’autore
  • Sul libro
  • Questa edizione in formato eBook può essere citata
  • Prefazione
  • Ringraziamenti
  • Indice
  • 1. Introduzione
  • 2. Interpretazione di conferenza
  • 2.1 Definizione del concetto di interprete
  • 2.2 Interprete di conferenza
  • 2.3 Modalità di interpretazione
  • 2.3.1 Interpretazione consecutiva
  • 2.3.2 Interpretazione simultanea
  • 2.3.3 Altre modalità di interpretazione
  • 2.4. Specificità dell’interpretazione rispetto alla traduzione scritta
  • 3. Madrelingua
  • 3.1 Definizione del concetto di madrelingua
  • 3.2 Breve storia del termine lingua materna
  • 4. Direzionalità
  • 4.1 Definizione di direzionalità
  • 4.2 Direzionalità nella traduzione scritta
  • 4.2.1 Rifiuto della traduzione inversa
  • 4.2.2 Difesa della traduzione inversa
  • 4.3 Conferenze internazionali dedicate alla direzionalità nel campo della traduzione e dell’interpretazione
  • 4.4 Classificazione delle lingue in relazione all’interpretariato
  • 4.5 Direzionalità nell’interpretariato
  • 4.5.1 Excursus sulle posizioni relative alla direzionalità nell’interpretariato
  • 4.5.1.1 Scuola Occidentale («Scuola di Parigi»)
  • 4.5.1.2 Scuola Sovietica («Scuola dell’Est»)
  • 4.5.2 Direzionalità nell’«Effort Model» di Daniel Gile
  • 4.5.3 Direzionalità nell’ottica della valutazione della qualità secondo Sylvia Kalina
  • 4.5.4 Direzionalità nell’ottica della combinazione linguistica specifica
  • 4.5.5 Direzionalità nell’interpretazione sul mercato non-istituzionale
  • 4.5.6 Direzionalità nell’interpretariato nell’Unione europea
  • 4.5.7 Direzionalità nell’interpretariato in ambito tecnico e specialistico
  • 4.6 Neurofisiologia e psicologia cognitiva
  • 4.6.1 Lateralizzazione cerebrale
  • 4.6.2 Ricerca linguistica neurofisiologica
  • 4.6.3 Direzionalità nella neurolinguistica
  • 4.6.4 Lingua straniera acquisita in contrapposizione alla lingua nativa
  • 4.6.5 Difficoltà specifiche nella direzione linguistica A-B
  • 5. Sondaggio sulla direzionalità
  • 5.1 Procedura
  • 5.2 Presentazione delle domande e dei risultati
  • 6. Conoscenza pregressa nell’interpretazione di conferenza
  • 6.1 Excursus sull’importanza della conoscenza pregressa nell’antica oratoria
  • 6.2 Conoscenza pregressa in relazione alla funzione dell’interprete
  • 6.3 Il ruolo della preparazione per una resa di interpretariato
  • 6.3.1 Le fasi della preparazione secondo Kalina
  • 6.3.2 Le fasi della preparazione secondo Gile
  • 6.3.3 Acquisizione di conoscenze terminologiche nel pre-process ovverosia nella fase di advance preparation
  • 7. Terminologia
  • 7.1 Definizione di terminologia
  • 7.2 Importanza della terminologia nella traduzione scritta
  • 7.3 Importanza della terminologia nell’interpretariato
  • 7.4 Estrazione terminologica
  • 7.4.1 Esempi di tool di estrazione terminologica
  • 7.4.2 Limiti dell’estrazione terminologica semi-automatica
  • 7.4.3 Limiti legati all’estrazione terminologica nell’interpretariato
  • 8. Modello di preparazione terminologica per la direzione linguistica A-B improntato a un approccio sintagmatico e ad un’analisi contrastiva sulla base del profilo combinatorio
  • 8.1 Perché un approccio sintagmatico
  • 8.2 Perché un’analisi contrastiva
  • 8.3 Profilo combinatorio
  • 8.3.1 Definizione di profilo lessicale
  • 8.3.2 Definizione di contenuto
  • 8.3.3 Definizione di capacità combinatoria
  • 8.3.4 Fattori che influenzano la capacità combinatoria
  • 8.3.5 Fattori che caratterizzano il profilo lessicale
  • 8.3.6.1 Collocazioni
  • 8.3.6.1 Co-occorrenze
  • 8.3.5.3 Cluster
  • 8.4 Descrizione del modello di preparazione terminologica sull’esempio del termine nucleare
  • 8.4.1 Criteri della ricerca terminologica
  • 8.4.2 Fasi della realizzazione della ricerca terminologica
  • 8.4.2.1 Fase preliminare
  • 8.4.2.2 Fase principale
  • 8.4.2.3 Fase conclusiva
  • 8.5 Fonti: ricerca della documentazione sull’energia nucleare
  • 8.6 Affidabilità linguistica
  • 8.7 Documentazione dell’Unione europea in materia di energia nucleare
  • 8.7.1 Trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica
  • 8.7.2 Legislazione dell’UE
  • 8.7.3 Diritto consolidato
  • 8.7.4 Atti preparatori dell’UE
  • 8.7.5 Accordi internazionali stipulati tra l’UE e Paesi terzi / organizzazioni internazionali
  • 8.7.6 Altri atti giuridici dell’UE
  • 8.8 Convenzioni e accordi internazionali multilaterali in materia di energia nucleare
  • 8.9 Creazione dei corpora paralleli in italiano, tedesco e inglese
  • 8.9.1 Caratteristiche del corpus
  • 8.9.2 Lemmatizzazione
  • 8.10 Programma utilizzato per l’estrazione terminologica e per la ricerca delle concordanze: WordSmith Tools
  • 8.10.1 Wordlist: creazione della lista di parole contenute nel corpus
  • 8.10.2 KeyWords: identificazione delle parole chiave nel corpus
  • 8.10.2.1 Corpus di riferimento I: corpus parallelo dei processi verbali del Parlamento europeo (1996-2011)
  • 8.10.2.2 Confronto tra il corpus del Parlamento europeo e il corpus sull’energia nucleare e presentazione delle parole chiave
  • 8.10.2.3 Corpus di riferimento II: corpus PAISÀ (2010)
  • 8.10.3 Concord: analisi delle concordanze
  • 8.11 Analisi del termine nucleare in italiano
  • 8.11.1 Nucleare: esempio di termine specialistico e/o settoriale
  • 8.11.2 Scheda terminologica
  • 8.11.3 Analisi del termine specialistico nucleare in funzione di aggettivo sostantivato: il nucleare
  • 8.11.4 Esempi di co-occorrenze: abbandono del nucleare
  • 8.11.5 Equivalenti individuati in tedesco per nucleare in funzione di aggettivo sostantivato
  • 8.11.6 Equivalenti individuati in inglese per nucleare in funzione di aggettivo sostantivato
  • 8.11.7 Nucleare in funzione di aggettivo sostantivato nel corpus del Parlamento europeo
  • 8.12 Ricerca dei cluster di nucleare in italiano
  • 8.12.1 Criteri di selezione e allestimento della lista
  • 8.12.2 Ricerca degli equivalenti in tedesco e in inglese
  • 8.12.3 Confronto con i cluster di nucleare individuati nel corpus del Parlamento europeo
  • 8.12.4 Confronto con i cluster di nucleare individuati nel corpus PAISÀ
  • 8.13 Analisi dei collocati di nucleare in italiano
  • 8.13.1 Criteri di selezione e allestimento della lista
  • 8.13.2 Ricerca degli equivalenti in inglese e in tedesco
  • 8.13.3 Confronto tra i collocati di nucleare individuati nel corpus sull’energia nucleare e quelli individuati nel corpus del Parlamento europeo
  • 8.13.4 Confronto tra i collocati di nucleare individuati nel corpus sull’energia nucleare e quelli individuati nel corpus PAISÀ
  • 8.14 Esempi di schede terminologiche con nucleare in funzione aggettivale
  • 8.14.1 Energia nucleare
  • 8.14.2 Reattore nucleare
  • 8.14.3 Armi nucleari
  • 9. Conclusioni
  • 10. Indice delle figure
  • 11. Bibliografia
  • 11.1 Dizionari
  • 11.2 Corpora e banche dati elettronici
  • 11.3 Siti web consultati
  • 11.4 Articoli e monografie
  • Volumi pubblicati nella collana

← 16 | 17 →

Das Profil eines Wortes ergibt sich aus seiner
“Innenwelt” und seinem (äußeren) Verhalten.
(Blumenthal 2006)

True interpretation can also occur in one’s B language.
(Gile 2005)

1.  Introduzione

La terminologia specialistica utilizzata nell’ambito delle conferenze incentrate su temi tecnici riveste un ruolo determinante nell’attività di interpretazione1, sia simultanea che consecutiva, e nel lavoro di preparazione che la precede; l’interprete, infatti, non può avere alcuna certezza in merito ai vocaboli che verranno effettivamente utilizzati nei vari discorsi, per cui deve prepararsi sulla base di un ampio vocabolario di termini potenziali2.

Tenuto conto che l’utilizzo di una terminologia corretta è fondamentale per garantire una resa nella lingua di arrivo precisa e affidabile, nella fase di preparazione per un incarico è necessario focalizzare l’attenzione sull’aspetto terminologico relativo alla tematica da affrontare.

Tale constatazione vale a prescindere dalla direzione linguistica in cui deve avvenire l’interpretazione, ovvero sia nel caso in cui sia prevista una resa dalla ← 17 | 18 → lingua nativa (definita anche lingua A) alla lingua straniera (definita anche lingua B)3, sia nel caso in cui si debba interpretare dalla lingua straniera (o dalle lingue straniere) verso la propria madrelingua.

L’importanza che la preparazione terminologica assume in questo contesto, tuttavia, risulta particolarmente evidente quando è prevista l’interpretazione verso la lingua straniera, in considerazione delle difficoltà specifiche che la direzione linguistica A-B comporta. Tra queste va annoverato in primo luogo il livello di competenza linguistica nella lingua B in termini di produzione attiva, vale a dire il fatto che la capacità di espressione e riformulazione possa essere limitata rispetto alla lingua A: tale fattore può causare facilmente squilibri nel processo di ascolto, analisi e produzione, compromettendo l’output nella lingua straniera in misura maggiore rispetto a quello nella lingua nativa.

Nella letteratura riguardante l’interpretazione dalla lingua A alla lingua B viene tematizzata la direzionalità4, ma non vengono proposti metodi di preparazione mirati finalizzati ad agevolare l’interprete nell’affrontare un incarico in cui sia prevista la resa verso la lingua straniera; in considerazione di ciò, con la presente analisi si intende proporre un metodo di preparazione terminologica di cui potersi avvalere per incarichi in occasione di conferenze su argomenti specialistici, nella modalità simultanea o consecutiva, in cui si debba interpretare dalla lingua A alla lingua B.

L’interpretazione dalla lingua nativa verso la lingua B (definita anche retour), infatti, è pratica comune sul mercato non-istituzionale, in cui gli organizzatori dei congressi tendono a richiedere interpreti che lavorino in entrambe le direzioni.

Nell’ambito dell’interpretazione si verifica di frequente il caso in cui non è un termine in quanto tale a creare difficoltà traduttive, bensì il contesto nel quale esso compare, oppure i termini ad esso associati. È questo il motivo per cui, soprattutto se l’interpretazione deve essere effettuata verso la lingua B, è fondamentale non limitarsi a creare glossari di singole parole in cui siano elencate solo voci singole, senza alcun tipo di “accompagnamento” sintagmatico, vale a dire come “unità” a sé stanti ed estrapolate dal contesto; il modello di preparazione terminologica proposto consente invece di analizzare i termini come “elementi” inseriti in un determinato ambiente e contesto d’uso. Ciò permette di ← 18 | 19 → individuare l’equivalente specifico o gli equivalenti specifici nella lingua di arrivo e di procedere ad un apprendimento terminologico innestato sintagmaticamente, riducendo di conseguenza il divario lessicale esistente tra lingua nativa e lingua straniera.

L’approccio adottato, di tipo sintagmatico, si basa sul profilo combinatorio dei termini rilevanti per l’argomento da preparare; nel presente lavoro, a titolo esemplificativo è stato scelto come tema specialistico l’energia nucleare e l’analisi viene effettuata sull’esempio del termine nucleare.

Il metodo di preparazione terminologica oggetto di questa ricerca viene integrato da un’analisi contrastiva; il raffronto interlinguistico tra testi di medesimo contenuto scritti oppure tradotti nelle lingue prese in considerazione consente all’interprete di acquisire le conoscenze terminologiche di cui necessita; gli aspetti morfosintattici e fonologici non vengono messi in primo piano, poiché si parte dal presupposto che, nella preparazione di un argomento specialistico per una conferenza, non siano le strutture morfosintattiche della lingua B a creare difficoltà all’interprete, bensì la terminologia.

Al fine di applicare l’approccio sintagmatico alla preparazione terminologica nell’interpretazione di conferenza, sono stati creati tre corpora di testi paralleli: in italiano, considerato nel presente lavoro lingua A, in tedesco e in inglese, considerate lingue B.

I documenti che formano i corpora sono atti legislativi dell’Unione europea in materia di energia nucleare emanati dal 1957 al 2014, a cui si aggiungono gli accordi internazionali sul “nucleare” stipulati tra UE e organizzazioni internazionali, nonché le convenzioni internazionali multilaterali siglate in tale ambito. A tal riguardo occorre sottolineare che la lingua di partenza della presente analisi linguistica è l’italiano, ma ciò non significa che l’italiano sia automaticamente la lingua originale dei documenti esaminati. Le tre versioni, rispettivamente in italiano, tedesco e inglese, di ciascun documento inserito nel corpus sono testi paralleli e costituiscono atti con valore di legge nel campo dell’energia nucleare, per cui le soluzioni linguistiche in esse individuate quali equivalenti/corrispondenti, benché non rappresentino sempre la variante ideale o più appropriata, sono comunque soluzioni validate e garantite a livello istituzionale.

I primi sei capitoli (cap. 2–7) che seguono la presente introduzione (cap. 1) illustrano il quadro nel quale si inserisce il modello di preparazione terminologica proposto.

Nel capitolo 2 viene inquadrato il concetto di interprete di conferenza e vengono illustrate le modalità di interpretazione rilevanti ai fini del presente lavoro, la simultanea e la consecutiva; si analizzano inoltre le specificità dell’interpretazione ← 19 | 20 → rispetto alla traduzione scritta, che consistono principalmente nel carattere orale e nell’immediatezza della resa dalla lingua di partenza a quella di arrivo, trattandosi di una “performance” eseguita dal vivo, in tempo reale e davanti a un pubblico, la quale si differenzia quindi dalla formulazione di un testo scritto che risulta immutable dans sa forme, permanent dans le temps (Seleskovitch 1968: 26).

Nel capitolo 3 viene esposto il concetto di madrelingua in un excursus storico; in merito all’italiano si sottolinea il ruolo determinante che ha svolto in tal senso Dante Alighieri che, all’inizio del 1300 nel Convivio, un saggio dottrinario, definisce la lingua materna come concausa del proprio essere.

Il capitolo 4 tratta la direzionalità nella traduzione per iscritto ovvero orale. Vengono illustrate le posizioni relative alla direzionalità nell’ambito della traduzione scritta, in cui per lungo tempo è stata proclamata la superiorità della traduzione dalla lingua straniera (o dalle lingue straniere) verso la lingua nativa, detta anche traduzione diretta (in contrapposizione alla traduzione inversa). Successivamente ci si sofferma sul dibattito relativo alla direzionalità nell’ambito dell’interpretariato che, soprattutto negli anni ’80 e ’90, è stato caratterizzato da due scuole di pensiero contrapposte: la Scuola Occidentale, incentrata sulla théorie du sens, con cui si sostiene il principio della madrelingua in base al quale si ammette esclusivamente l’interpretazione dalla lingua straniera (o dalle lingue straniere) verso la lingua A, e la Scuola Sovietica che propugna la posizione secondo la quale solo interpretando dalla propria lingua nativa verso la lingua straniera si può garantire la massima precisione e accuratezza a livello di comprensione dei contenuti.

La direzionalità viene infine contestualizzata nella prospettiva neurofisiologica e della psicologia cognitiva; vengono esposti i concetti di lateralizzazione cerebrale e di aree cerebrali, deputate all’elaborazione linguistica, e ci si sofferma sull’aspetto relativo alla loro attivazione nell’utilizzo della lingua nativa o della lingua straniera.

Nel capitolo 5 vengono presentati i risultati di un sondaggio che è stato rivolto a interpreti di conferenza professionisti per sondare l’opinione generale sull’ammissibilità, ovvero necessità, in considerazione della combinazione linguistica specifica offerta dall’interprete, della direzione A-B sulla base delle condizioni di mercato attuali.

Il capitolo 6 sottolinea l’importanza che una preparazione terminologica assume nella fase definita anche pre-process o advance preparation, antecedente l’interpretazione vera e propria, soprattutto per la direzione A-B.

Nel capitolo 7 viene posta l’attenzione sull’importanza che la terminologia assume in generale nella traduzione scritta e nell’interpretariato. Viene esposto il ← 20 | 21 → concetto di estrazione terminologica semi-automatica, monolingue e bilingue, e vengono forniti alcuni esempi di programmi informatici (tool) impiegati in questo ambito. Si mettono poi in evidenza alcuni limiti che queste applicazioni presentano, tra cui il fatto che esse operano secondo una modalità statistica: vengono infatti proposti potenziali traducenti solamente in base a un calcolo di probabilità e ripetitività e non viene dunque effettuata un’analisi sintattica delle frasi.

Nel capitolo 8, che costituisce il capitolo fondamentale della presente analisi, viene illustrato il modello di preparazione terminologica proposto per la direzione linguistica A-B, improntato a un approccio sintagmatico e un’analisi contrastiva.

Per analizzare il profilo combinatorio del termine nucleare, viene impiegato un tool apposito, WordSmith, che consente di ottenere liste di parole chiave, di ricercare le concordanze relative a un lessema specifico, e di allestire liste di frequenza.

Sulla base dei summenzionati tre corpora di testi paralleli in italiano, tedesco e inglese, in una prima fase della ricerca viene allestita una scheda terminologica (riportata nella rispettiva appendice digitale)5 incentrata su nucleare in funzione di aggettivo sostantivato, in cui si cerca di descriverne la capacità combinatoria nella documentazione presa in esame; vengono a tal fine individuate le relative co-occorrenze nei testi in italiano che, come già messo in evidenza, costituisce la lingua di partenza dell’analisi. Mediante l’approccio contrastivo, che consente di mettere a confronto le versioni di medesimo contenuto selezionate, il profilo combinatorio del termine nucleare in funzione di aggettivo sostantivato viene in seguito integrato con i rispettivi equivalenti/corrispondenti in tedesco e in inglese. In una seconda fase, nel corpus dei documenti italiani vengono individuati i cluster e i collocati di nucleare, tra i quali vengono selezionati i sostantivi a cui nucleare si accompagna in funzione di aggettivo. In una terza fase, tramite l’analisi contrastiva/comparativa vengono individuati in tedesco e in inglese i vari equivalenti di nucleare unito ai sostantivi selezionati.

In una quarta fase vengono elaborate schede terminologiche (riportate nelle rispettive appendici digitali) incentrate su tre esempi in cui nucleare, in funzione di aggettivo, si accompagna a un determinato collocato: energia nucleare, reattore nucleare e armi nucleari. ← 21 | 22 →

In modo analogo alla procedura applicata per nucleare in funzione di aggettivo sostantivato, per ciascuna delle tre combinazioni summenzionate vengono prima di tutto individuate le co-occorrenze nei testi in italiano utilizzando il tool WordSmith; in seguito viene effettuata una selezione delle co-occorrenze che fungono da punto di partenza per l’allestimento delle schede terminologiche e consentono di eseguire un’analisi di tipo sintagmatico. Con il metodo contrastivo vengono infine individuati, nei rispettivi documenti, gli equivalenti in tedesco e in inglese delle co-occorrenze esaminate.

Dall’analisi sintagmatica e contrastiva effettuata sulla base del profilo combinatorio del termine nucleare emerge dunque l’importanza dell’ambiente sintagmatico in cui il lessema compare, ovvero l’interazione tra parole, non solo per osservare il comportamento del termine nella lingua di partenza, ma anche nella prospettiva di traduzione; per uno stesso lessema possono infatti sussistere diversi equivalenti proprio a seconda della co-occorrenza ovverosia del contesto specifico.

Inserendo tale modello di preparazione terminologica incentrato sull’approccio sintagmatico nella cornice della direzionalità e, in particolare, dell’interpretazione dalla lingua nativa verso la lingua straniera, si intende sottolineare che, riprendendo le parole di Gile, «true interpretation can also occur in one’s B language».

Indicazioni per l’utilizzo del materiale aggiuntivo disponibile in formato elettronico

Il materiale aggiuntivo, a cui si fa riferimento nel presente testo con la denominazione “appendice digitale” (nello specifico si tratta di 14 appendici digitali, contrassegnate dalla lettera A alla lettera P), è disponibile per il download sul sito della casa editrice Peter Lang.

http://dx.doi.org/10.3726/b14877

Si prega di inserire il seguente codice di attivazione: PL18Dx14I


1 Il concetto di interpretazione viene definito come «azione o risultato dell’interpretare» (Grande Dizionario Hoepli Italiano 2015) ocome «atto, effetto dell’interpretare» (Zingarelli 2015), laddove per interpretare si intende in generale l’azione di dare una spiegazione o un significato a qualcosa; nel contesto della traduttologia il termine interpretazione viene talvolta utilizzato per indicare l’attività della traduzione orale e si riferisce perlopiù al processo e al prodotto vero e proprio dell’azione dell’interprete, quindi alla resa nella lingua di arrivo.
Per indicare la traduzione orale si utilizza anche il termine interpretariato, coniato sul modello del francese interprétariat, con cui si indica specificatamente «l’attività, la funzione, la carriera dell’interprete, di colui cioè che presta la propria opera per la traduzione orale da lingue straniere» (Enciclopedia Italiana Treccani online); in questo caso, si pone l’accento sull’attività in quanto tale, intesa come formazione o professione.
Nella presente trattazione verranno utilizzati entrambi i termini interpretazione e interpretariato, che spesso diventano sinonimi per indicare l’attività della traduzione orale, in particolare nella modalità simultanea e consecutiva che costituiscono l’esempio tipico di interpretazione di conferenza; in modo analogo verrà utilizzato il verbo interpretare ai fini della fruibilità del testo.

2 Tranne nei casi in cui gli organizzatori della conferenza forniscano agli interpreti la documentazione completa relativa agli interventi previsti con un anticipo tale da consentire un’elaborazione adeguata dei manoscritti.

3 Nel caso di un madrelingua monolingue (questo aspetto viene approfondito nel cap. 4.6.5).

4 Concetto con cui nell’ambito della traduttologia si indica la direzione linguistica in cui avviene il trasferimento dal testo o discorso originale verso il testo o discorso nella lingua di arrivo.

5 Si fa riferimento al materiale aggiuntivo, vale a dire alle appendici digitali disponibili in formato elettronico. Cfr. paragrafo Indicazioni per lutilizzo del materiale aggiuntivo disponibile in formato elettronico, riportato al termine della presente introduzione.

← 22 | 23 →

2.  Interpretazione di conferenza

Per comprendere l’importanza che l’acquisizione di conoscenze terminologiche assume nell’ambito dell’interpretazione di conferenza e prima di procedere alla trattazione della direzionalità e alla presentazione di una proposta di modello di preparazione per incarichi che prevedono la direzione linguistica dalla lingua nativa (definita anche lingua A) verso la lingua straniera (definita anche lingua B), incentrato su un’analisi contrastiva e sintagmatica sulla base del profilo combinatorio, è opportuno specificare prima di tutto che cosa si intende per interpretazione di conferenza e, in particolare, quali forme di interpretazione vengono prese in considerazione ai fini della presente analisi.

2.1  Definizione del concetto di interprete

Nel linguaggio comune, il concetto di interpretazione viene spesso confuso con quello di traduzione scritta e, di frequente, viene definito dai profani della materia semplicemente come una forma di traduzione in senso lato.

Già nel 1967, nella sua opera sulla storia della traduzione, Georges Mounin fece presente a buon diritto che «Die Laien haben jahrhundertelang einerseits immer wieder Dolmetscher und Übersetzer verwechselt und gemeint, dieselbe Person könne beliebig von der einen Tätigkeit zur anderen überwechseln» (Mounin 1967: 159).

A tale proposito è interessante notare come, ad esempio, in russo (nonché in altre lingue slave), non esiste un termine specifico per designare l’interprete6; viene infatti utilizzato il termine perewodtschik che significa traduttore, affiancato dall’aggettivo ustni equivalente a orale.

Per quanto concerne le lingue germaniche7 e scandinave, il concetto di interprete o interpretazione – esplicitamente distinto da quello di traduttore o traduzione scritta – viene espresso con termini autoctoni la cui etimologia risale alla ← 23 | 24 → radice assiro-babilonese targumanu (locuzioni in tal senso erano già presenti intorno al 1900 a.C.)8.

Details

Pages
428
ISBN (PDF)
9783631773352
ISBN (ePUB)
9783631773369
ISBN (MOBI)
9783631773376
ISBN (Hardcover)
9783631773260
Language
Italian
Publication date
2019 (March)
Tags
Interpretazione di conferenza Direzionalità Traduzione Corpora Analisi contrastiva Sintagma
Published
Berlin, Bern, Bruxelles, New York, Oxford, Warszawa, Wien. 2018. 428 p. 12 col. ill, 117 b/w ill., 15 b/w tab.

Biographical notes

Stefania D’Amico (Author)

Stefania D’Amico è interprete di conferenza e traduttrice per le lingue italiano, tedesco, inglese e francese. Dal 2007 insegna all’Istituto per interpreti e traduttori dell’Università di Heidelberg, dove ha completato un dottorato di ricerca in scienza dell’interpretariato e della traduzione.

Previous

Title: Approccio sintagmatico alla preparazione terminologica nell’interpretariato