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Linguaggio e comicità

Lingua, dialetti e mistilinguismo nell’intrattenimento comico italiano tra vecchi e nuovi media

Sandra Covino and Vincenzo Faraoni

Il comico e le molteplici manifestazioni del riso sono stati già ampiamente indagati da vari punti di vista: filosofico, letterario, psicologico, drammaturgico, musicale e, non ultimo, linguistico. Ciò nonostante, lo sviluppo delle comunicazioni di massa e dei contesti sociali caratterizzati dal contatto di varietà e di lingue diverse impongono di aggiornare la riflessione su strutture ed espedienti del linguaggio comico, che da una parte presenta strategie ricorrenti e linee di continuità nel tempo e nello spazio, d’altro canto, però, appare fortemente legato al contesto culturale e alle regole pragmatiche della comunità che di volta in volta lo esprime.

Il volume si propone di puntare l’obiettivo sulla realtà italiana e sullo sfruttamento a fini comici e parodici del suo ricco repertorio linguistico, contraddistinto, storicamente ma anche nella vicenda contemporanea, da una particolare vitalità delle varietà locali e dall’apertura a ibridazioni di vario tipo, interne ed esterne al diasistema di riferimento.

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Più inglese che altro: il portfolio linguistico dell’italiano medio alla luce del pastiche comico della Sora Cesira (Michele Loporcaro / Vincenzo Faraoni)

Extract

Michele Loporcaro, Vincenzo Faraoni*

(Università di Zurigo)

Più inglese che altro: il portfolio linguistico dell’italiano medio alla luce del pastiche comico della Sora Cesira

Abstract

The texts composed by the Roman singer-song writer hiding behind the pseudonym Sora Cesira, posted on the world wide web since early in 2011, are parodies of famous musical videoclips which capitalise on a mix of Italo-Romance (mostly standard Italian and Romanesco, but with a pinch of further dialects like Neapolitan) and other languages (English, French, Spanish, Portuguese, to which more recently also Latin has been added). These texts are analysed here from the viewpoint of the clues they provide as to the linguistic knowledge to be assumed for their ideal addressee to decode them effectively. In fact, in order for them to achieve their intended comic effect, the texts must be understood: therefore, their author(s) must work based on a (probably largely unspoken) hypothesis about the language portfolio of the addressee. As it turns out, there is, quite unsurprisingly, an imbalance between English and all the rest: English, it will be shown, is the only language from which the texts employ words and constructions that are not decodable in the absence of punctual knowledge. In other words, in order to laugh, while listening to Sora Cesira’s Anglo-Italian, some elementary command of English is needed, while this is hardly required for any other of the languages involved, French included (in spite of its having been, until...

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