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Sguardi linguistici sulla marca

Analisi morfosintattica dei nomi commerciali in italiano

Series:

Maria Chiara Janner

«Coop», «Voiello», «Superga»: nomi propri? nomi comuni? Come funzionano i nomi commerciali (o marchionimi) nella lingua, quali tratti presentano quando entrano nel discorso?

Il volume rappresenta il primo ampio studio sistematico sul funzionamento dei nomi commerciali nell’italiano scritto. Il suo carattere innovativo risiede nell’impostazione sperimentale con cui indaga i marchionimi, scandagliando sintatticamente un vasto «corpus» di dati testuali appositamente elaborato. Prendendo ispirazione ideale dalla lezione di Saussure, i nomi commerciali sono processualmente descritti nei loro valori correlativi: non come entità ontologicamente predefinite, bensì come il risultato di rapporti sintagmatici e paradigmatici da cogliere metodologicamente nell’analisi delle proposizioni in cui tali nomi ricorrono. Ne emerge una visione radicalmente nuova del nome commerciale, scevra da luoghi comuni onomastici o categoriali, e in grado di gettare un fascio di luce, da una prospettiva inconsueta, anche sul problema millenario dei nomi propri.

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Introduzione

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Introduzione

Si riportano ora i risultati dell’analisi combinatoria dei dati. Questa sezione si struttura in quattro capitoli centrali, relativi a diversi livelli di analisi, più tre capitoli che completano il panorama accennando ad aspetti correlati.

I primi due capitoli sono incentrati sulle due funzioni (v. Parte II, §1.2) che manifestano i nomi commerciali entro il nesso nominale: argomentale (cap. 1) e predicativa (cap. 2). Le questioni principali relative agli usi argomentali – un Rolex d’oro, le Nike, l’Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco – riguardano determinazione, genere e numero. Quanto agli usi predicativi, ossia giustapposizioni come la ditta Barilla, le sigarette Marlboro, il pilota Mercedes, che già Migliorini (1927: 341) descrive come costrutti tipici dell’ambito commerciale, ci si domanda in quali casi il marchionimo rappresenti una modificazione attributiva di tipo aggettivale e in quali, invece, una modificazione di tipo denominativo, in cui il nome comune è in realtà il nucleo del nesso.

Il cap. 3 presenta i nessi in cui nomi commerciali sono preceduti da una preposizione.

Nel cap. 4 sono studiate le ricorrenze di nomi commerciali nella proposizione. L’analisi verte sulle funzioni grammaticali che ricoprono a livello proposizionale: soggetto, oggetto diretto e indiretto, nome del predicato; sugli usi cosiddetti avverbiali (Il diavolo veste Prada) e su altre tipologie di costrutti ricorrenti (per es. rialzo targato Fiat).

Nel cap. 5 sono considerate brevemente le modificazioni morfologiche dei marchionimi, non molto frequenti e spesso estemporanee.

Il cap. 6 verte su alcuni usi metaforici dei nomi commerciali; vi si studiano gli arricchimenti semantici di nomi quali Barbie o Baci Perugina nei diversi contesti sintattici di ricorrenza. ← 77 | 78 →

Nel cap. 7 si analizzano le numerose citazioni marchionimiche di un romanzo italiano – Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia – in prospettiva morfosintattica e sistemica.

Il Consuntivo dell’analisi riepiloga le varie strutture morfosintattiche, offrendo una riflessione sugli aspetti combinatorî e funzionali emersi nel corso dell’analisi.