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Crisi e possibilità

Robert Musil e il tramonto dell’Occidente

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Carlo Salzani

L’Uomo senza qualità di Robert Musil si muove in modo costante tra i due poli di crisi e possibilità. Questo studio analizza tre categorie, assi portanti della modernità, che nel romanzo illustrano questo movimento dialettico: il Soggetto, lo Stato, la Storia. Con feroce ironia Musil mostra il tramonto di queste categorie e ne rivela la decomposizione, ma al tempo stesso cerca una via d’uscita per rifondare l’essenza, la socialità e la temporalità dell’agire umano. Il soggetto cartesiano, «forte», «sovrano» ed autocentrato, si sfalda; e tuttavia il romanzo cerca di scovare le possibilità di una sua rifondazione utopica nello spazio lasciato libero dalla sua dissoluzione. Nell’Impero austro-ungarico, lo Stato come identità sovrana e fondante viene meno; ma la Cacania musiliana, presentando l’esasperazione della crisi delle categorie tradizionali della modernità, è il terreno di sperimentazione più adatto per nuove possibilità. La causalità e la finalità del processo storico si frantumano; ma la tensione utopica che anima la ricerca di Musil lo porta a tentare di «reinventare» la storia su modelli diversi ed eterogenei. L’Utopia è infatti la categoria portante del romanzo e guida tutta la pars construens della filosofia musiliana: Musil non si accontenta di descrivere ed analizzare la crisi ed il tramonto di un mondo, ma propone sempre un suo superamento.

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Introduzione 7

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Introduzione 1. Crisi e ragione In un saggio pubblicato su “Der Neue Merkur” nel marzo 1921, Spirito ed esperienza. Note per i lettori scampati al tramonto dell’Occidente, Robert Musil attacca ferocemente Il tramonto dell’Occidente di Oswald Spengler, il cui primo volume era uscito nel 1918, incontrando immediatamente un enorme successo.1 Musil vi scorge un preoc- cupante sintomo delle tendenze irrazionalistiche dell’epoca e ne critica la pressapocaggine e la superficialità nell’analisi, ma indivi- dua anche le ragioni storiche e filosofiche che hanno prodotto una tale opera e ne hanno assicurato il successo: La nostra situazione spirituale – egli nota – è per l’appunto caratterizzata e determinata da una ricchezza di contenuti che non siamo più in grado di dominare; da una conoscenza ipertrofica di fatti (inclusi i fatti morali); da un’esperienza che scivola via in direzioni opposte sulla superficie della natu- ra; dall’impossibilità di abbracciare con lo sguardo il caos dei “fatti inconfu- tabili”. Forse soccomberemo a tutto questo. Ma forse invece ne verremo a capo trasformandoci in una specie di uomini spiritualmente più forti.2 1 Cfr. O. Spengler, Der Untergang des Abendlandes. Umrisse einer Morphologie der Weltgeschichte, Band 1: Wien: Braumüller, 1918, Band 2: München: C.H. Beck, 1922 (trad. it. Il tramonto dell’Occidente. Lineamenti di una morfologia della Storia mondiale, Parma: Guanda, 1991). Sulla critica di Musil a Spengler vedi ad esempio P.-H. Kucher, “Die Auseinandersetzung mit Spenglers ‘Unter- gang des Abendlandes’ bei R. Musil und O. Neurath: Kritik des Irrationali- smus”, in J. Strutz e J. Strutz (a cura di)...

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