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Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

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Riflettere sul parlato nello scritto. Obiettivi, ipotesi, metodi, problemiAngela Ferrari 9

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ANGELA FERRARI Riflettere sul parlato nello scritto. Obiettivi, ipotesi, metodi, problemi 1. Il fenomeno 1.1. La scrittura italiana contemporanea non letteraria – e non dichia- ratamente vòlta, per esempio attraverso il discorso diretto, a imitare enunciazioni orali – si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confina nel parlato, e che effettivamente, fino a qualche decina d’anni fa, appartenevano solo all’orale. È, questo, un dato incontestabile, il cui riflesso si misura in diversi ambiti: innanzitutto nell’ambito della stessa linguistica, in cui negli ultimi decenni si assiste al moltiplicarsi di pubblicazioni che fanno (anche) il punto sulle carat- teristiche linguistiche innovative dell’italiano scritto contemporaneo, assumendo a seconda dei casi un tono più o meno militante;1 in secondo luogo nell’ambito dei media scritti e trasmessi, che mettono in scena scontri appassionati tra punti di vista nostalgici di una netta separatezza tra scritto e orale e punti di vista più ‘modernisti’, per i quali i mutamenti linguistici in corso sono una risorsa espressiva preziosa; e poi nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana L1 e L2: confrontati ai nuovi sommovimenti che stanno investendo la scrittura italiana, gli insegnanti si trovano spesso in difficoltà, non sapendo più che cosa e fino a che punto correggere. Particolarmente significativo di una preoc- cupazione diffusa sulle sorti della scrittura italiana – e della lingua italiana in generale – è peraltro il grande successo dello spazio, oramai ‘istituzionalizzato’, che la rivista semestrale La Crusca per voi (fondata 1 Penso – ma l’elenco non è certamente completo – a Parlangeli 1979, Berruto 1987, Bruni 1984, Beccaria...

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